Promozione ex voto

Anche nell’appena detto spazio di ospitalità il misosofo non disputa con la categoria di genere, pertanto ripone il testo dell’inquieto autore carente di autorità, “Narcolessico”, su di uno scaffale impolverato, con la certezza non accresciuta dalle promesse che i polsi dei lettori lo ripuliranno, senza per questo sentirsi degli stracci.

Dimenticavo, non fumate sul supino!

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La crociata impredicativa

È più la spesa che l’impresa. È superfluo confermare lo stato della partecipazione. Al bivacco che non fa riserve sul soggiorno, un richiedente asilo ovvero un infante presta volentieri le prensioni, si fa carico delle vettovaglie sulla scorta della domestica integrazione. In luogo della valuta fa il gesto dell’euro, gesto che non sa leggere le avvertenze.

Campo santo

La picchiatella è affermata dalla ragione, non di primo acchito, con la sponda dell’insistenza. L’introduzione è interdetta. Per quante opposizioni coinvolga non c’è santi che tengano.

Esatto!

La ragione non può prendersela al punto da eccepirla in fuori come una singolarità le cui origini hanno troncato i rapporti con le cause.

Il signore della domenica

Il campanello non ha motivo per inscatolare l’armonia eppure trilla. Nient’affatto elettrizzata, Grazia lascia la strumentalizzazione e si avvicina alla porta. Il nome di fantasia ha dimenticato di chiederle gli estremi del giorno, forse il venerdì se ne esce con le filippiche o il sabato dimezza il federico. Distoglie lo sguardo dalla finestra, per i nembi del cielo, le domanda chi è. Un’improvvisata.

Ecatombeone

Al cento per cento il sole di luglio risulterà invenduto eppure senza i postumi della rivoluzione e le ascendenze della compassione l’ultima bua del carro torna ai collaterali sul far della notte. Al bacio rinnova la fornitura di una faciloneria sempreché gli schiocchi non siano propizi a fior di labbra.

Irreversibile

La contrarietà ostentata dalle rettitudini sprovviste degli ombrelli gestuali è dubbiosa. Le più convengono sulle responsabilità nient’affatto acclimatate, dacché il prometeo tenne in quarantena il diluvio pioveva sempre sul bagnato. Al momento, tutt’al più le precipitazioni tornano a bomba.

Entrando in argomento le rettitudini si disperdono nel prendere per l’improprio verso il rovescio di pioggia, ignorano che tale rovescio non si avvale di un diritto.

Ennuplo

Non ha preso il numero dunque non ha il diritto di accodarsi alla teoria. Chi? Il corpo che fa l’indiano con la fila! A occidente della caducità o a oriente dell’insorgenza? No, l’innanzitutto. Come si descrive che sei della corporazione, quello che indichi è enne ed enne non ha mai avuto i numeri.

Sepolcro imbiancato

Lo strillone con un Gesù di troppo sulla punta della lingua, in equilibrio tra la meraviglia e lo sbigottimento, fa trasalire il fariseo che lo maledice. A momenti il miocardio non ha cuore.

Lo strillone non desidera, affatto, che la cosa sia compiuta con tutto il cuore quanto che il fariseo prenda la briga di separare la forma dall’èidos.

La quarta sponda

Italia dai tre fianchi, anche sculettante sente la preponderanza del bergamotto nell’acqua di colonia. Colui che è cosparso dal profumo ammirerà la sua seduzione. Con l’indimenticabile proposito dà uno strappo alla norma, interviene nella volatile conversazione, tra l’ostracismo e il ricevimento ne domanda l’identità.  È il promesso sposo della Libia, la fanciulla da marito.

Il morso imboccato

Il becco in un discorso non si rimette all’appetizione. Imbizzarrito non tiene a freno la lingua. Gli uccellatori lo sfidano a dire qualcosa di incisivo. Il beccheggio non è ondivago quanto ferrato nel galoppo. Il discorso frettoloso fa le parole deformi. L’imbeccata non abbocca alle bastonature a comando. Se gli avicultori prediligono avere un treno di vita sostenuto non sarà lui a far loro mutare direzione.