La cosa non sconta il dato

Il certosino eccepisce la regola, sovverte l’ordine, fronteggia il libraio che non disputa con la categoria di genere. Ottenuta un’udienza privata espone la sua cagionevolezza, la cosa che ha acquistato non è conforme alla sinossi, egli non è in astinenza. Il misosofo non recepisce il riferimento, l’osservazione del narcolessico ne inclina il sorriso. Di certo la parola non pende dalle labbra del certosino.

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Il dato non sconta la cosa

Il pagherò in via di estinzione raggiunge la cassa con il narcolessico sotto al braccio, da quanto si è ripromesso chiede la detrazione. Il misosofo non può venirgli incontro, stando alla legge del levirato in seguito alla tratta dei significati nativi è in connubio con la somma di copertina, per giunta l’oggetto non ha difetti.

Il pagherò in via di estinzione non ne conviene, qualcosa non torna, la somma occupa al ribasso la copertina.

La similitudine è un furto

Agnostico alla pubblica fede il misosofo percepisce la deduzione del lettore e non dice una parola, non arresta la sua sortita con il volume aderente alla vita. I suggerimenti al dettaglio si sprecano ma egli non vuole installare l’apparecchiatura anti taccheggio, come contrariare il narcolessico per cui il taccheggio non è una designazione?

Segnalibro

I decani del no no, rispettati dai mescitori, querelano la situazione fuori controllo. Da quando il misosofo ha preso in affitto il locale occupato per una generazione dall’attaccabottoni non si capisce può niente. Figurarsi il paradigma di una squinternata piegata sulle ginocchia a raccogliere qualcosa caduta sul manto, rialzarsi e affrettarsi verso uno stranito per riconsegnarli ciò che ha perso, la lingua.

E poi quale spudoratezza e impotenza delle autorità, esporre in vetrina, alle osservazioni di taluno, quel narcolessico. Se non si pone un freno, diretta conseguenza sarà il consumo in strada della lettura.

Perdere la nozione del tempo

Dotato di un secchio con la schiuma ai manici ciurlati, il misosofo mena lo spazzolone in tondo, con certi pavimenti ci vorrebbe la mazza. Il rivenditore del bindolo nel sacco, in bolletta, procede con la contrarietà della speditezza verso l’ufficio postale. L’esposizione del narcolessico è di deviazione, saluta il misosofo con un buongiorno, ha la segatura nel cervello, se butta acqua sul focus impagliato scompagina l’impressione. Il rivenditore in bolletta parla come il libro stampato.

La voglia in corpo

La turba non è soddisfatta del breviloquio, ne vuole un dilungamento. Il misosofo accorda un surrogato e dall’indice puntato sceglie un altro capitolo. La turba ha apprezzato pertanto le spetta una linea di massima. Il misosofo media il disappunto, non ricambia il contesto del narcolessico e se la turba non va via da sé attenderà alla ristampa.

Pubblico all’incontro

È messo agli atti che il misosofo non ha contravvenire. Compassato, attende il fattorino casa e bottega ma colui che ne fa fronte è un ispettore associato all’autorità editata. Nell’agone il misosofo è proclive all’associazione dell’edizione autorevole. L’ispettore lo incita a rivedere il fuor di dato, a guardare che l’assenza dell’affissione, sfogliare il narcolessico con moderazione, è passibile di un’epochè licenziosa.

Prospero non escogita il ritrovato

La mezza cartuccia è tuttora impressionata dalla stampa del narcolessico. Proiettata la valorizzazione definita si reca dal libraio che non disputa con la categoria di genere. Anche quest’occasione non esige la smentita, è in anticipo. Gli ammiratori si impuntano a non essere obiettivi. Buon per loro, l’inchiostro terminerà alla sua ultima copia. Il misosofo nota l’espressione da libro stampato e le chiede in quale modo manifestare l’infirmato. Essa attende l’autorevole autografia. Da quanto gli risulta la doppia tautologia non lascia le penne in libreria dal periodo della rappresentazione, ovvero dall’abuso della locuzione, dall’ordinaria esclamazione, questa è classica!

L’accidente addomesticato

Mossi i rilievi i sorveglianti dell’ardore non capiscono un accidente, senza dare adito alla fumosità l’impeto ha avuto origine da un supino. L’alea del lessico è arrotolata in modo che la distrazione appoggiata su un verbo non dolga l’incenerimento. Si vedranno costretti a sollevarsi contro il polverone, il narcolessico può dilettarsi ad addomesticare il focolare tuttavia le conseguenze non devono gravare sull’approssimazione a un oggetto nascosto.

La liberalizzazione della prolissità

Un manipolo di legionari ingombra l’ingresso alla libreria. Piombano l’uno sull’altro, sostengono un drappo per coprire l’insegna. L’equilibrismo pende dalla parte del libraio che non disputa con la categoria di genere. Una delegazione che non annovera la centuria s’introduce all’esercizio dell’interdizione al misosofo. Gli impone il ritiro dagli scaffali del narcolessico, un allettamento che condurrà i trovatelli alla perdizione. Egli non sottostà al capovolgimento, l’acquisizione del detestando defezionerà la legione per un leggio.