Che cos’è l’interpretazione

Un suggerimento alla verità di non agire per poi di fatto, esaudire il dire composto.

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Che cos’è la semiotica?

Il segno circondato da una linea che fa il verso alla circonferenza.

Il mito

In conformità dell’impetrazione la coordinazione è pietrificata. In conformità dell’impetrazione la disgiunzione è immutabile. L’una è persuasa che l’accento precipiti sulla o, l’altra che balzi sulla e. Il sacrificio, in ambedue le vicende, non accade.

All’esterno dell’isagoge, tergendosi ad arte, gli operai depongono le invariabili epigrafi. Preclusa la declinazione, il contributo al simposio non è in discussione e senza la mistificazione dell’indirizzo, metamorfosato a guastafeste, l’ospite smarrisce nell’ovvietà il fregio della partecipazione per ritrovarlo nella deviazione.

Raggiunta l’isagoge, Proteo recita il discorso senza che le invariabili epigrafi attendano alla dizione.

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Paideia

I conoscenti gli attribuivano l’educazione, un ragazzo dedito al volontariato, solerte nel predire la salute, gentile al punto da cedere la propria comodità a qualsiasi concezione, giudizioso eppure non irresoluto, conforme eppure non affettato, un principiante nella rimarginazione della diversità, un critico dell’azzardo, un cliente della trascendenza pur senza confessarselo; ragion per cui non si spiegano, anzi respingono come un’infamia le chiacchiere che lo predispongono alla sostanza. Quantunque i suoi attributi non gli concedano la possibilità di tenersi alla larga dai fatti, per converso lo sollecitino e non di diritto alla simpatia pratica, i conoscenti non scherzano con i concetti quando affermano che egli non è mai fuori posto.

Il diluvio

Del terrapieno emerge solo un esiguo strato nient’affatto asciutto. Il trasporto verso il corso d’acqua è incontenibile. Un sufficiente numero di costrutti accorre là dove il ricordo di un letto è ancora vivo. Equipaggiati di strumenti idrovori faticano a ridurre il livello delle acque. Per discernere la concentrazione lanciano un numero di oggetti inanimati pari al numero di strumenti, il punto in cui lacerano la corrente raffigura l’applicazione strumentale. La concentrazione del livello accresce le rande, momentaneamente. Il corso d’acqua è restio ai dislivelli, ne osserva la deformazione per poi rimarginare lo squarcio. I costrutti traboccano il quesito concernente l’oblio, devono affrettarsi dacché il terrapieno è appena visibile.

Lo specchietto di cortesia

A ogni cambio di marcia il guidatore accoppia la prossimità della meta. La riduzione della distanza assume così il carattere di un giro di parole che i passeggeri posteriori si sforzano inutilmente di compitare. Dalla loro comoda posizione il discernimento del tachimetro subisce la migliore delle forme possibili a meno che non facciano capolino nel vano deforme, con la conseguenza di una deviazione imperscrutabile. I passeggeri posteriori propendono per il conforto di un contagiri. Chi è seduto di fianco al guidatore è grato al garbo del parasole in quanto per osservare lo specchietto a lui ignoto, non accoppia al concomitante cambio di marcia la meta inavvicinabile.

Apòphasis

La traslitterazione centellina una lettera non per prolungare la pausa, non per rinviare l’aspirazione a una convenzionale boccata, non per moderare il gibbo del ficcanaso. Decontestualizzata fa assegnamento sulla costanza della calligrafia che in determinati intervalli di facciata, esce dai margini per imboccare il cursore. Le linee della calligrafia e della traslitterazione finora non si sono mai incrociate, anzi un alfabeto stampato, facente testo, giudica insensibile la calligrafia, quasi che le osservazioni correggessero le sue curve. Alla traslitterazione poco importano i biasimi ortografici accompagnanti i riferimenti alla bella, è lieta di percepire il profumo della secrezione e non le rivolge la parola.