Cavallo di ritorno

Due parole. L’ignoto è un nome che non cresce. Anche se in predicato di una proprietà non si appella alla patologia per riscattare la malafatta, non riconosce una fama da tutelare. Impaginata l’indicazione là dove la misosofia ignora l’ubicazione verifica l’idea, non ne millanta una copia e se con un colpo di spugna potesse patinare l’analfabetismo opporrebbe un sobrio rifiuto all’univoca lettura. Bandite le ciance afferma con la vendetta dell’impersonale possessione che al defraudato della legge impropria – la voce non si può sentire – ritornerà l’idea nel verso di due parole, al portatore e non assegnate. S’intende che la carta non faccia credito.

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Favoreggiare

Nel differimento dell’esposto in luogo dell’autorità che contempla solitamente la spedizione si attarda nell’indisputabile misosofia, tralascia il libraio ai compiti, il disimballo tomo tomo e lo scarto voluminoso. Prende di petto gli scaffali e non opina i titoli dei testi a fronte di un curatore di cui memorizza il nome, per lo meno ne ripete la personalità, poi ne storpia il carattere. Indeciso quanto al volume intorpidito, conviene con la ristampa tascabile come competenza della barabuffa affatto rigida. Finanche l’esibizione di un’idea resa dal taccheggio non grava sul fermacarte, i sassi hanno abbandonato la misosofia per non essere invischiati in una faccenda con il sospetto fuorilegge. Il volume quantificato come non ancora pronto rigetta la pietra sopra.

Peripezia

Con il riscontro che l’idea a ruba ammetta l’idea dimenticata l’ubicazione della libreria indipendente è diretta, Il misosofo. Scatoloni ondivaghi completano l’arredo del mobile labirinto, il catalogo supera di gran lunga la dimensione locale. Il libraio che non disputa con la categoria di genere esonda ogni singolo volume con una tangibilità che spolvera i titoli della carezza. Nella prensione del contesto corrisponde la bontà del giorno all’intruso in doppia frequenza che ha smarrito l’idea, supposta in luogo della presunzione. Posato il tomo su un disertato scaffale il libraio esercita la confutazione dello smarrimento, non ha ritrovato alcuna idea dato che sono andate a ruba.

La vicissitudine

Nel trasporto indiretto al rivenditore di una nota azienda di corredo per collezionare il granfoulard con l’impressione della “Notte stellata” di Vincent Van Gogh, un fermo si è concluso nei pressi di una libreria indipendente. Il logos del misosofo invita l’ingresso e il garbo non sottrae la maniera. Gli scaffali sostengono volumi di una filosofia in disputa con la categoria di genere, fuori contesto si adopera per sfogliare le pubblicazioni di Adamo di Compagnia. Con la letizia che non sottolinea l’autorevolezza, con l’olezzo incartato e dopo una cronologia nesciente nel trasporto diretto alla mansione la percezione inquadra l’idea a ruba.

La mordenzatura

Questa nota non sarebbe turbata da un tocco di colore. L’imbelle spettro inferiore all’arma bianca preso di mira dalla nota assecondata che non corregge il tiro alle riprensioni della pallida nota, sfinito dalla condizione di bersaglio a cui non manca di prendere un colpo, annota l’invariabile musica con l’eventualità dello stretto morso.

Aberrare

Ha commesso un errore. Astenendosi dal richiedere la provenienza del commesso, per una supposizione insensibile all’altruismo si è ritrovato su una strada maestra là dove il compito non rientra nella mansione. Il rilievo tattile in veste sotto chiave conferma l’inconcludenza della memoria, non può accedere ad alcun fabbricato a misura di interni. Dimentico degli svaghi, dell’anonimato in corso, occupa in una delimitazione scomposta dell’agio il viadotto.

Influenza

Gli astenici ingombrano la sala dove sono stipati gli effetti personali. A turno, esaminano il sacchetto interno alla persona. Fuorché i microbi della materia, non riscontrano alcun corpuscolo. Sussistono tutti i sintomi affinché la persona non sia esercitata. La lacuna dell’astro comporta la dimissione per motivi di salute. L’educazione innanzitutto.

Il pallone gonfiato

Non chiede altro che l’enucleazione. Nella sfera degli incontri, raggiungibile andando nel pallone, ostenta una ritrosia alle inferenze eppure è circondato da corpi gommosi e paffuti che discorrono intorno all’influenza dell’aria calda. Non raccoglie lo spauracchio della mongolfiera e figura l’immagine della camera d’aria là dove i contatti sono schivi.

Un pezzo da novanta

La tecnica dà fuoco alle micce, gli ottantanove mortaretti vanno a bomba senza rintanarsi nelle polveri, si conoscono dai tempi dei discorsi imbullonati ai bellimbusti. Infagottati e abbassati attendono il segnale dell’imprevisto. Mai vista in vita l’inventiva, una risonanza colora la sua intoccabilità, sembra che sia imparziale al numero e permalosa alla spettacolarità.

Un corpo che non ha sfoghi sul mare

Ciondola dalla collina senza dare rilievo all’ordito delle stradine. Discerne o crede di disperdere il passaggio sprovvisto di doppio porto. Infila l’obolo destinato alla bocca del galleggiante nella fessura del cannocchiale. Il panorama rende conto che il liquidatore spicciolo non è un turista per cui non ruota intorno all’asse. Quantunque ondivago non sussiste un’increspata trama.