Coccodrillo

Non rimorsi ma epigrafi per la dipartita di Adamo di Compagnia.

I congiunti hanno messo a soqquadro il topos residenziale, hanno insistito con le esequie, vale a dire, sono andati dietro a una replica dell’ispezione eppure delle memorie non c’era traccia.

Adamo di Compagnia, l’uomo dall’amore separato, dall’amore sedotto, si è adoperato affinché della sua vita fossero trascritte non più di due righe.

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Autodidatta

Sono trascorse cinque ore, sul pezzo di carta non si segnalano che le quattro a. Suppergiù erano le quindici allorché ha messo a soqquadro il cassetto della scrivania per reperire una penna e un candore di carta. Alle venti l’inchiostro non ha riversato l’atrabile. Nulla ha da annotare se non le scaglie della maledizione. I precettori non l’hanno ammaestrato sulla conformità del biglietto di addio. Appallottola il foglio, lo getta sul pavimento. Prende un post-it. Si attacca alla lingua inglese per mettere giù due parole di commiato.

Il pizzo non ha la faccia della connotazione

Un negoziante che ha perso la faccia per una stima speculativa chiede un’udienza privata al misosofo. Quest’anno l’ente locale non provvederà all’installazione dell’illuminazione natalizia pertanto gli esercenti dell’ovvietà hanno deciso, di comune accordo, di provvedere a un raccoglimento. Per il settore merceologico egli ipotizza che la sottoscrizione del misosofo sarà cospicua.

Cade in errore. Tuttavia il rifiuto equivale a un effetto sugli affari. I clienti si terranno alla larga dall’attività sprovvista d’illuminazione.

Ricade in errore. La clientela del libraio che non disputa con la categoria di genere non celebra la ricorrenza della nascita in quanto non ne possiede un ricordino se non per familiarità alla poiesi.

La formula del cordoglio

Il misosofo solleva la cicca sotto il tacco, l’avvicinamento al cestino, che oppone un tarato rifiuto al riciclo, è ostacolato dalla processione di uomini in nero incalzati dalla coloritura dei calzini sottoposti all’orlo del pantalone. Di ritorno alla libreria un uomo in nero lo biasima per l’imperturbabilità, non mostra il minimo rispetto verso chi è morto di sonno. Il misosofo non riferisce chi sia stato ucciso da chi, il fratello ucciso dalla sorella o viceversa, non si esime dal contrassegnare il narcolessico come testo franco dalle formule la cui efficacia dipende da una prescrizione.

Il mattino ha le ciarle in bocca

Appena uscito dal caffè dove ha consumato la prima e ultima colazione della giornata, il misosofo diviene oggetto delle dicerie tra i beoni, coloro che non mancano di chiedere un bicchiere d’acqua al barista. Da quando la sua dimora è andata in fumo per un incidente svogliato, non ammaestrato – il referto dei vigili del fuoco attesta come la parola che non vale una cicca, pendente dalle sue labbra, per una sonnolenza improvvisa, cadendo sul narcolessico abbia incendiato il supino – dorme in libreria. Dunque non tutto è andato distrutto nell’incendio. No, c’è un malinteso, il misosofo non associava casa e bottega.

Strenna

In tre su una vespa, Bianca, Rosa e Bruno arrestano le due ruote subordinate al battistrada davanti all’ingresso della libreria. Bruno chiede alle due accompagnatrici un conforto alla propria veste elegante. Il suo contenuto ricercato lo mostra quale un figurino. Il misosofo calpesta il suolo pubblico ed esorta i tre avventori a tradurre le ruote recluse nello spazio destinato alla sosta. Bruno lo giustifica, non ha riconosciuto l’ospite di eccezione. Per nulla, l’unico che prenderà la parola nel suo locale è il lettore del narcolessico.