Lo spazio di una notte

1 dicembre 2017 2 commenti

Curvo sulla gravità, l’opportunista percepisce il formicolio sul carapace rivoltato del granchio. Distorto come un busto esamina il territorio, i bordi giacciono mantenendo le posizioni. Il comando tacito è infranto da un’esternazione. Protetto dai bordi che ne coprono le spalle con uno spolverino l’opportunista oltrepassa la giacenza. In esterni non gira a vuoto.

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Il convento

A uno a uno dispiegano le sedie allineate alla parete di occasione. In sintonia attutiscono i rumori e sfilano l’ordine. I piedi atterrano con leggerezza. Il materiale legnoso non scricchiola. Le congiunzioni non obiettano alle estensioni. La parete è incantata dalla fugacità occasionale. Il pavimento striscia le macule in scacco. I pedoni illudono le diagonali. Le mattonelle non fanno quadrato. Le sedie sfigurano, una volta dispiegate delineano l’insediamento. A uno a uno non tengono conto dell’addizione.

Il secondo fattore

Abbrancato a una perenne ansia, il sognatore che dà i numeri insiste nella questione dell’accadimento. Ogni crocchio di vegliardi procaccia il suo interesse raccontato con la funzione del successo. Quasi che riconoscano i tratti della cagionevolezza, i moltiplicatori concludono la questione con un niente di fatto. Il sognatore che dà i numeri torna al sollievo, l’accaduto per niente.

Mondo cane!

I latrati sfacciati dei lunatici hanno attratto la rappresaglia satellitare. Non c’è un artefice. Seduto su una barriera architettonica non riflette l’evasione dell’uomo. A dispetto dei dischi incatenati alle immagini di un’estinzione, l’antropofobia è via. Il lanternino non intensifica le probabilità di rimembrare le istruzioni. Le ossa dovrebbero per lo meno seppellire i propri smidollati. Un superstite ricordino, cerca il mondo più adatto a te.

L’Italia prende a calci il mondo

Insigne non è tale se la sventura lo evita. 

L’ottimista

I dipendenti dall’etica, addetti alle relazioni con il pubblico, posano sulla sua mano un documento di formato ridotto, dai colori accesi. Egli lo accetta, non oppone il gesto di rifiuto, alla fin fine in orario di lavoro introitano la giornata. Intasca il documento. All’ora straordinaria lo estrae dalla tasca. Dopo aver abituato la vista all’esplosione delle tinte, legge l’assenza di equivalenza. I dipendenti dell’etica l’hanno omaggiato con un buono. Cosa caratterizza l’ottimista? L’applicazione categorica del superlativo al sostantivo.

Il giorno del sole

I corpi sono disorientati. Convengono sul luogo dell’incontro, nessuno obietta una divergenza. Il navigatore risente i postumi degli algoritmi, non viene incontro alle richieste corporali. Le informazioni rilasciate con lena dalle passeggiate inquadrano il tiro mancino. Seguire la strada, immettersi nella rotatoria, prima o seconda uscita, incrocio con svolta direzione a sinistra, inversione a u non sorprendente, abbaglio della segnaletica, sapienza in breve del percorso, diatribe sul senso che non marcia con l’ipocrisia, varchi che trafficano con l’illimitato, discorsi elaborati e precettati dallo sciopero. Le passeggiate in forma di respiro scoordinano la destrezza, interdetta per la manifestazione dello spirito agonistico.