Tradurre

Al direttore del carcere fu consegnata, in una busta mai affrancata, una lettera che ingiungeva l’immediata evasione del termine in attesa di giudizio. Per lo meno l’oggetto annerito riportava il suddetto, il corpo del testo viceversa era scritto in caratteri che non si avvicinavano, minimamente, ad un alfabeto conosciuto, e dire che il direttore aveva studiato alle scuole alte e non gli sfuggivano né approssimava i ghirigori o gli sgorbi. Certo che nessuno dei collaboratori né delle guardie fosse in grado di riconoscere le linee inarcate delle parole, gli sovvenne l’insegnamento appreso ad un seminario dai titoli traducibili, dimidiare l’impaginazione in analogia al protocollo. Il direttore del carcere prese una pagina non ancora imbiancata e appuntò, di propria mano, l’ordine di trasferimento del termine in attesa di giudizio, ad una struttura di massima certezza, una struttura che garantisse non tanto la decifrazione, la decodificazione, quanto la prescrizione del giudizio.

Annunci

Carapace

La tartaruga, sopravvissuta sia a Zenone di Elea sia a Henry Bergson, senza alcuna anfibologia, non fa una grinza al concetto trasecolato.

Farnetica

Il ministero degli intraducibili esteri, farnetica, smentisce il ritrovamento dei resti della mente sull’isola.

Ricorda agli interessati come essa fosse partita in spregio delle sensate misure, per spirare l’esilio. L’ultima ricognizione la segnalò alla deriva tra le assi coordinate.

Le ricerche sono allo stato sospese per condizioni flemmatiche.

Calafatare

Ermete osserva i lineamenti di Grazia. Lei non obietta. Reclina sotto il miscelatore lascia che l’acqua segua le inferenze del volto. Con un movimento laterale seguito dal sollievo incrementa, senza appiattire, l’angolazione eretta. Ermete le porge un asciugamano di spugna, lei annuisce. Le sue mani scompaiono in una frizione, l’asciugamano di spugna ritorna al tessuto premuroso. Ermete, senza etichetta, osserva i lineamenti di Grazia tra un dito e il precedente, tra un dito e il successivo, della mano con cui tampona l’umore. Grazia è non replicabile.

1977

Il mondo è, non per sua natura, pulito.

All’uomo piace fare gargarismi, per assordare con l’igiene orale.

Quale mondo attenderà l’uomo nell’anno 1977?

 Un mondo che non accoglierà l’uomo con il concetto sistemato, rassettato, giacché terrorizzato dagli addetti all’igiene.

Dialogo di un cappotto e di una tuta

Cappotto: Ripassiamo un po’ di storia.

Tuta: Non mi va.

C.: Sei irriverente.

T.: No, sono futurista.

C.: Ti stai avventurando in uno spogliatoio senza uscita.

T.: Non direi, l’attrezzo mi aiuterà ad uscirne con prestigio.

C.: Immagino tu abbia una filosofia di gioco.

T.: Il gioco del calcio esaltò fino ad oggi l’immobilità del palleggio, il passaggio in orizzontale e l’intreccio che ingrandisce l’avversione. Io voglio esaltare la difesa alta, la corsa misurata con il posizionamento, l’insonnia del disputante, la serie schematica, la verticalizzazione e l’uno due.

C.: Anche se rifiuti la storia, fai riferimento ai calzini che precedono il portamento.

T.: La taglia deve occultare il singolo calzino per esortare la critica alla ricerca o all’emendazione.

C.: Sì, ma accetta un consiglio da chi, in quanto soprabito, gioca la storia della filosofia.

T.: Prego.

C.: Capisco la rivoluzione, capisco la praticità dei tuoi principi, capisco anche il nazionalismo della provincia, se non ricordo male alcune recensioni utilizzavano tale nozione, eppure per far sì che i tuoi scoli giochino in ripetizione le definizioni devi rimetterti alla scaramanzia, solo essa e le sue reiterazioni svilupperanno nella disputa, in modo maniacale, i tuoi precetti, verticalizzazione, serie schematica, etc.

T.: Se non ho equivocato, suggerisci di rivestirmi di un soprabito.

C.: Precisamente, con la scaramanzia farai cappotto tanto dei disputanti quanto dell’avversione.

T.: In teoria, il tuo suggerimento risulta impermeabile alle obiezioni, eppure il cappotto indossato sulla tuta è come un traversone disposto al primo maggio.

C.: Puoi essere più chiara?

T.: Il ponteggio del primo maggio non regge il peso della scaramanzia.

Un topos

Dalla lettura del bando segue una conversazione animata tra gli spiritosi, non sussistono dispute, le tentazioni umorali non sono sfiorate, la derisione del prossimo argomento non si paragona alla serietà delle repliche.

Spuntato, un sarcastico domanda l’oggetto del bando, nessuno degli spiritosi corrisponde la curiosa esclamazione, interdetto non si diverte all’inaudita asincronia della digressione,  dunque per tornare a bomba.