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Archive for novembre 2013

Euoe

28 novembre 2013 2 commenti

Ahimè; il cattivo tempo è doluto dalla cicatrice del me. In un tempo imprigionato avrò scritto, finora ripartirò, di una coppia appartata, di un mondo a parte e di un’immonda relazione, la cinta di due corpi avvinghiati ad una merogonia abbrancata. Nel desio dell’Amore Amorale, il remoto non fraintende il meros e la gonia, la parte dimezzata e la generazione frammezzata, purtroppo il presente è prossimo all’agonia e al contempo, la scrittura alla dissoluzione dell’ex nunc. Il cattivo tempo degrada con l’irreperibile in folio, il me è una lacerazione della cicatrice, un’abrasione poiché mi duole non rintracciare la lettera, la scrittura sterilizzata dalle lettere.

Censere

Al nottambulo signor di Compagnia avrei voluto imporre l’ascolto dell’ultimo lavoro degli Arcade Fire, “Reflektor”. Con lui è come andar di notte, non sai se l’angolo, la rientranza e lo sprofondamento sono la via dritta o al contrario una curva chiusa, quel che emerge o al minimo da cui sei sommerso è l’inesistenza del divieto di accesso. Il signor di Compagnia, Adamo per gli intimi della notte, è un minimalista nell’ambito, non sono formato sul segnaccento, dell’ascolto. Ero certo che il doppio supporto ottico non potesse esimere la sua attenzione e in effetti la notte seguente fu una buona notte per il recensore. Fui raggiunto da un avviso di chiamata, ero occupato, a cui fece seguito un’esposizione. I lettori non possono essere messi a giorno, è chiaro e distinto. Il minimalista era tempestivo, il che vuol dire, nella sottigliezza del suo linguaggio, che i settanta minuti approssimativi del doppio cd erano trascorsi nel contempo delle intonazioni notturne. Mi feci coraggio e, in piena crisi respiratoria, avanzai l’imposizione di una recensione. Una prepotenza retorica o, a dirla tutta, la certezza che l’aspettativa, la mia prospettiva di successo, non sarebbe stata disattesa dalla meraviglia. In breve, vado a memoria, mi rispose che, alla lettera, non corrispondeva il divenire contribuente; una disquisizione grossomodo, sull’etimo del verbo censere o censire che nella mia profondità dimentica la sottile superficie dell’inclinazione verbosa. In chiusura, ciò che costituisce l’impressione, che fa l’impressione, è la frase memorabile, l’incipit del mio, non saprei come definirlo, indefinito articolo: “La recensione non può essere altro che una sopravvalutazione”.

Silvestro Stravochege

La trama

La minuzia stenta ad essere contenuta dalle catene di un tappeto, nascondere la minuzia sotto il tappeto corrisponde ad impolverarla quale l’esposizione del particolare. La minuzia è un pulviscolo che si adagia sul tappeto. L’aspirapolvere che rapprende nel sacco, la rimuove non senza un sopralluogo, ossia la minuzia sovviene l’insito.

Conversione indiscreta

Per quanto il formato dell’e-book sia affidato alla tutela del blog il minore non continua l’interdizione del maggiore. Il titolo binario è una parallasse dell’assistenza e l’ente è esente dell’ausiliare, ovvero il Corriere dello Spirito raddoppia la consegna, il segno è doppio; doppia l’insegnamento, insignito; sdoppia l’assegno nel vizio di forma dell’azione, osa la quintessenza del cliente, la significazione.  

http://www.ultimabooks.it/corriere-dello-spirito

Sbruffariso

La qualità pragmatica fuoriesce dalla bocca senza degustazione, l’analitica del buon gusto asperge l’affettazione di maniera in modo che la sintesi del cattivo gusto sia una modalità dell’irrisione. La qualità pragmatica sbuffa e riprende per il naso il ridere di gusto. In pratica, la prassi è una derisione del pragma, tuttavia i quanta prensili non ostacolano il neutro.

Imbrico

18 novembre 2013 4 commenti

Divergo da chi sostiene essere (esplicito) l’ombrello un oggetto antiestetico, è sinestesico.

Sedizione

17 novembre 2013 4 commenti

Il regolamento del gioco delle parti stabilisce che il se della dizione separa l’addetto al protesto dal cadetto per l’attestato. La condizione in disparte ingiunge entrambi all’autentico, dacché il sé né separa né rovescia, tuttavia la dispersione è incondizionata.

L’autorità del sé è un pleonasmo che non trova ricetto nella scolastica, la perseità è legittima nel da sé sostanziale, per cui l’informazione è artificiosa