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Archive for giugno 2014

Filocalia

Attillato dispiega gli abiti su un piano ergonomico, non fa una piega. Attillato è disteso e la riposizione dismessa in retrovia.

Aderente spiega gli abiti sull’avambraccio, rifà la piega su misura. Aderente è portato alla caduta in acconcio e rattiene in forma.

Senza posa, quale dei due ha un portamento elegante? L’elegia del conforme e/o il coliambo del comportamento?

Rimostranza

Il socialmente utile ratifica presso la questura del luogo residenziale la querela, l’ufficio è una dimensione della lagna, la scrivania una risonanza del lamento, la firma apposta in calce una descrizione del borbottio. La querimonia sottoscritta è una parola, la presa della parola in carico, invero la procura in parola, la recriminazione è disinteressata non concerne l’iter della ravvisata persecuzione. La pubblica utilità non è iterativa, il socialmente utile non può rimostrare il che del dovere, l’originale, perloché detiene, in rilascio, una copia.

Il viro

All’uomo è stato assegnato il bene. Un uomo nato sotto la buona stella o scorso nel repertorio dei vocaboli, interroga il lessico e s’interroga sulle locuzioni, la sicumera dell’estensione non significa il sussiego del concreto. La dizione del rivolgersi è un supplizio, la rivolta è un’abiura, la ribalta della replica inconfutabile. In uso al linguaggio un uomo è comune all’uomo perbene, in poche parole e non numerate, in fin dei conti in innumerevoli parole, l’uomo è aduso al boni viri. L’uomo perbene è un brav’uomo, uno per uno, perlopiù, uno più uno è in cattività, versa il tributo alla bontà e alla bravura, da cui il contributo del buonuomo al beneplacito della risposta. L’uomo ammodo è un’accezione che incattivisce la contribuzione, un bell’uomo, differenzia la bravata dalla beneficenza, esaspera la benedizione e non risente del contraccolpo da detonazione, la bilabiale sorda e la bilabiale sonora.

Resistenza e conduttanza

L’anodo, un corpo instradato all’insù, è percorso da una linea che tende la lunghezza, tuttavia la dimensione del nervo è periferica; l’anodo è percosso dal nervoso. L’anodino, un corpo tatuato con il suvvia, è inguainato in un accesso di tensione che adduce la periferia dell’accessorio come una dimensione assecondata, una grandezza da cui l’adduzione di innervosito.

Biblion

L’autore aveva imbustato il manoscritto tuttavia affrancato. Al proprio redattore aveva scritto di aver superato l’epoca dell’incarto. La corrispondenza senza mancati recapiti, contrassegnava la paraetimologia del libro. Il redattore allitterava la progressione delle bozze e l’ennesima rettifica. L’autore ne prendeva nota e delineava la priorità o la raccomandazione di una puntualizzazione, una sola postilla. L’imbozzolato, in breve, congiungeva l’appunto e la postilla, il verso era proiettato nel finito, il verso era una retroproiezione dell’interminabile. L’ultima lettera consegnata, attribuita all’autore e contribuita dal redattore, il dis della dispersione, cita il plagio: non è corretto il supporto del libro.

Transigere

La proprietà è di là da una porta incardinata a latere di un ingresso. L’ospite spinge per il traverso ma sono ritroso all’andito, non posso andare oltre il transito né andare verso l’ambiente ricorso via. L’istanza ospitale con una frequenza brachilogica intima il disimpegno come una caratterizzazione da concepire.

Fare le forche

Con un’espressione a mo’ d’impressione, la Cavezza, la donna cosiddetta giacché bramata per l’assoluzione del superferre, mi prese per il pomo; non c’è che da asserire la metonimia del collo: il pomo di Adamo è il corpo rifinito. Obtorto collo il finimento della Cavezza è uno slancio zigomorfo.