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Archive for dicembre 2013

Annoallucinosi – la sindrome dell’anno fantasma

31 dicembre 2013 4 commenti

E’ un nuovo anno. Ho appena salutato l’insonnia. Le ho stretto la mano. L’alba cancella le libagioni notturne. Abbaglia con la lucidità propria di un sole dal sonno profondo. Si corica nel sottomondo su un giaciglio un po’ macchiato e confortevole. E’ composto dalle riflessioni degli astri e se le idee hanno la consistenza ignea del pagliericcio, la qualità del ristoro non può essere messa in dubbio. Le idee ammonticchiate l’una sull’altra come a formare un trattato sull’emendazione della veglia, sostengono l’oreficeria onirica. Fumo un sigaro. Devo donare una certa inerzia al moto corporale. Come una scheggia impazzita ha sperimentato, nel corso della notte, l’ubiquità. Lo si è ritrovato in ogni dove. L’eco diffonde la diagnosi del fuso orario, più che altro bisognerebbe definirlo come fuso spaziato. Mi rimetto in moto. Scorgo, con meraviglia, di non essere preda del trito déjà vu. Ad ogni principio annuale ho un déjà vu del giorno prima, come a dire della vecchia fine. Un pensiero melanconico mi ottenebra momentaneamente, pensavo di averla accantonata come il bicchiere della prima staffa lanciato alle mie spalle. Poi ricordo, la staffa fissa, àncora le fondamenta di una nuova struttura, è inabile a demolire le fatiscenti. Tento di analizzare il mio stupore, vago con la percezione tra gli orizzonti luminosi e i panorami in ombra. Niente di nuovo sotto il sole. Mi reco al litorale e immergo il volto in apnea. Niente di nuovo sotto le acque. Avrò tralasciato qualcosa? Di certo! Ospito una rimembranza. Raggiungo un luogo dell’infanzia, un precipizio a strapiombo negli antri sotterranei. Una vecchia voragine impossibile da occludere. Mi sporgo e niente di nuovo nel sottosuolo. Deluso mi rivolto e prendo il sentiero che conduce alle dimore dell’illusione. Cammin facendo incontro un conoscente. Ci riconosciamo e a pieni polmoni rinnoviamo gli auguri d’obbligo per l’anno misoneista. Poi desideriamo stringerci le mani in segno di solidarietà umana … e qui si svela l’arcano. Non abbiamo più mani! Siamo monchi. Deve essere accaduto qualcosa durante il passaggio di consegne cronologiche. Il mio compagno di sventura si scaglia contro i fuochi d’artificio. La colpa è dei dannati botti … “Ci hanno fatto, letteralmente, la festa! Ci hanno mozzato di netto le mani. Ora di chi siamo strumento?”

Lasciamo passare lo sfogo. Non c’è alcun fuoco pirotecnico espiatorio. Semplicemente è avvenuta, occorsa un’evoluzione! Siamo evoluti da uomini manuali in uomini … non saprei ancora con precisione in che … forse manomessi … forse mutili … forse invalidi … forse forsennati … devo ancora riprendermi dalla sorpresa … Al proposito, che cosa sono state le mani? A che servivano?

Parabola

30 dicembre 2013 3 commenti

Diocle, fedele all’estensione del tema, il mathema, inclina la foglia del sempreverde nel cono della visione. Il rampicante è parallelo, inarcato, per una condivisione ortogonale o duplicazione della curva, Diocle detto, da allora, il girovago, da ora in poi l’insicuro, sale sul fusto e penzola come una cuspide. L’osservatore ammiccante lo addita come la cissoide di Diocle, appiana le divergenze. L’artefatto tanto caudale quanto allungato, un’ofiuride o la versione del cilindro.

Lo svarione ipocoristico

La data topica per quanto svari tra le congetture, arguisca la trasmissione dell’ipostasi, la configurazione dell’ente e dell’utente, importi la ridomanda solenne, resta un vezzo della figura.

Natale, una valutazione

Il compleanno dell’oggetto non ricicla la materia, la produzione dell’oggetto materiale vige sull’innanzitutto.

Antivigilia

23 dicembre 2013 2 commenti

Abroma: Hai preso un granchio, tuttavia l’alga non è commestibile.

Esculento: Per quanto non tutte le ciambelle riescano con il buco pertanto non impastare con l’ingrediente del sale marino.

Abroma: Prendo il bicarbonato di sodio.

Esclulento: Non hai ancora impastato, sei nel digià della zeppola e della deglutizione. Friggi l’immagine nella composizione del dis, nella gestione del dis. Schizzi il rovesciamento nell’indigestione e l’ausilio dell’antiacido.

Abroma: Sono inferma nella fotosintesi.

Esculento: Matta alla riflessione.

Abroma: Non schizzata, ho il beneplacito della logopedista.

Esculento: Non ci piove, ma se sputi nel piatto in cui mangi non sei affrancata dalle consonanti affricate.

Abroma: Sono sorda al dolce.

Esclulento: In effetti suona di cattivo gusto aggiungere le liquide.

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20 dicembre 2013 2 commenti

Conferenza: la proposizione che espone l’enunciazione acquisisce, nell’eduzione logica, la riproduzione della premessa maggiore; la conduttrice isolata è una deferenza all’inflessione della punzione; il diritto all’esclamazione reclude l’intervento veridico nell’inflessibilità del punto allineato. Tuttavia il capitombolo in formula di predica non capita, è soggetto alla ricorrenza dell’amnistia … cosa? La premessa minore è prosciolta.

Koptomai

L’obiettivo del plessimetro doppia la congiunzione opposizione della rassicurazione, lo scalpore dell’accertamento scorpora la risonanza della visita, è impalpabile la coda che imprime la sensazione, con l’auscultazione la fonetica ricompone l’allitterazione soma sema nell’endo rincorso, inseguito e insegnato, all’indulgente il proscioglimento; non perso di vista: il fonendoscopio. La diagnosi digitodigitale è una tecnica orbata delle ripercussioni, e.o. dell’antanaclasi.