La città analfabeta

L’immagine indistinta di città, menzionata per toponimia, è scritturata nell’omonimia delle insegne, dalla sinonimia delle frasi murate, la meronimia dei manifesti pubblicitari, delle targhe automobilistiche. Il residenziale decentrato conosce un suvvia della città, non il suburbio, in cui la scrittura non sorprende il piede: l’ovvia combinazione di lettere sui muri non sussiste, è fuori via, il manifesto è velato dalla consunzione, l’automobile è sotto sequestro, la denuncia riscontra l’ignoto. Il contrariato avanza un posto, nel suvvia della città; la città analfabeta non torna subito, fa posto al contrariato.

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