Calafatare

Ermete osserva i lineamenti di Grazia. Lei non obietta. Reclina sotto il miscelatore lascia che l’acqua segua le inferenze del volto. Con un movimento laterale seguito dal sollievo incrementa, senza appiattire, l’angolazione eretta. Ermete le porge un asciugamano di spugna, lei annuisce. Le sue mani scompaiono in una frizione, l’asciugamano di spugna ritorna al tessuto premuroso. Ermete, senza etichetta, osserva i lineamenti di Grazia tra un dito e il precedente, tra un dito e il successivo, della mano con cui tampona l’umore. Grazia è non replicabile.

Annunci

A dispetto dell’abnorme

A tira via, rispetta le regole del gioco, sulla funivia non dipende dal declivio, pende per il fare a turno. La turnazione slancia il rilievo strumentale, una volta in piano il risultato è contestato, travolto nel rilievo è insultato. L’avvicendamento non è coinvolto. Il turnista consulta il regolamento, azzarda la grazia, ricorre all’articolo codificato sotto il numero razionale, la pendenza non era rilevante, l’insulto era più che altro un’imprecazione, il piano non incline alla risultanza. Il capoturno non può che applicare la quota pro indiviso e, in virtù del quoziente, elidere l’obiezione con la remissione dello slancio. In ragione della grazia, non azzarda la ripetizione del lancio, rimette il turnista al prossimo lancio, con la consapevolezza che il rilancio sarà pari alla pazienza.

B dà via. Al cospetto del turnista, la cui imprecazione stona in una bestemmia, B è pronto per il via. L’indipendenza sulla funivia sospende l’attesa al turno di bilancio. La pendenza dell’insulto è pari all’appianamento del risultato. La dipendenza del ripianare fa il paio alla contropendenza del numero razionale rilevante, la regolamentazione del bilancio. La dipendenza interna alla turnazione, l’endodipendenza o, per non dare adito ad un neologismo normato, l’indipendenza, è dispari. Il pro indiviso, indipendente e indivisibile per due e i suoi multipli, di sussulto all’ipotesi isostatica dell’azzardo e della grazia, al rilancio ovvia con la comprova del turno di lancio. B è pronto per il via, al pari della pazienza, al dispari della comprova, dà via il riprovevole del lancio per il diuturno bilancio.

Le norme del gioco, a turno di lancio, di turno nello slancio e in turno di rilancio sono tirare via, da A, e date via, per il diuturno bilancio, da B. Il gioco è abnorme.

Pro-mozione: http://www.ebay.it/itm/Adamo-di-Compagnia-Vizi-di-Forma-ebook?item=300836823866&cmd=ViewItem&_trksid=p5197.m7&_trkparms=algo%3DLVI%26itu%3DUCI%26otn%3D3%26po%3DLVI%26ps%3D63%26clkid%3D4433456643695112951

Revisione

La mimesi del pensatore: un dispensatore porta a spasso – a guinzaglio – il proprio unico pensiero ramificato – è uno spasso; ignora – non desidera percepire – che il paesaggio sia irretito nel circolo virtuoso dell’interpretazione autentica … è tutto un eseguire di nuovo … un ripetibile replicato in precedenza … non un irripetibile: la grazia del pensiero … . …