Melopea

Il tuttofare del contrappunto s’intestardisce ad onta dell’impossibilità. Alla notazione inerente l’inefficacia dei suoi sforzi risponde con la melodia della difficoltà: disincanto degli esercizi che senza la ripetizione dell’espediente, la parodia del pappagallo, la diavoleria dello scimmiottare e la macchietta del camaleonte, facilita l’esecuzione. Purtroppo per il tuttofare l’ennesima, non ancora ultima, esibizione abbozza un appunto tale e non quale la contrarietà.

Ancora una possibilità, il tuttofare ha incorporato l’esternazione conduttrice. Desolato, un diniego interrompe la disillusione.

Con disappunto, il tuttofare abbandona, senza tornare sulla risoluzione, il paragone della totalità. L’impossibilità è inimitabile a discapito della difficoltà.

Nell’eremo dell’analogia spiccano le vocazioni del fatto.

Nel golfo mistico della similitudine un fatto è in visibilio.

Il coboldo

Una coppia di folletti, tutt’altro che rappresentanti obiettivi, nemmanco per sogno agenti dell’oggetto, riprendono fiato sul ballatoio mai scalato. Ai ridotti alla follia per una testa satura di proposizioni cervellotiche non si addice l’ascensione. Essi sono definiti dalla fantasia in un campo semantico che appare come una frontiera in cui è possibile contraccambiare la vita con la sorpresa mai inerte, eppure in tale frontiera semantica non sono in balia delle pulsioni. La coppia di folletti pigia la burla della suoneria, una campana ridotta allo stallo del rintocco, dopo un’attesa interminabile, un’attesa priva di termini e di referenze identitarie il limine ruota sul dirimpetto. La coppia domanda del padrone addomesticato. L’allegoria che con il senso della misura ostacola la visione d’interno afferma l’assenza del coboldo e invita gli afflati del ballatoio a ritornare in un momento opportuno, quantunque le loro aspirazioni siano inalterabili essa non è appagata dal soddisfare, non è abbastanza paga dell’esaudire tantomeno propensa al contentino. La coppia di folletti insufflata dall’appariscenza dell’analogia preferisce la china e comunica ad entrambi come il momento opportuno sia sempre differibile giacché l’analogia è di ispirazione.