Autodidatta

Sono trascorse cinque ore, sul pezzo di carta non si segnalano che le quattro a. Suppergiù erano le quindici allorché ha messo a soqquadro il cassetto della scrivania per reperire una penna e un candore di carta. Alle venti l’inchiostro non ha riversato l’atrabile. Nulla ha da annotare se non le scaglie della maledizione. I precettori non l’hanno ammaestrato sulla conformità del biglietto di addio. Appallottola il foglio, lo getta sul pavimento. Prende un post-it. Si attacca alla lingua inglese per mettere giù due parole di commiato.

La crociata impredicativa

È più la spesa che l’impresa. È superfluo confermare lo stato della partecipazione. Al bivacco che non fa riserve sul soggiorno, un richiedente asilo ovvero un infante presta volentieri le prensioni, si fa carico delle vettovaglie sulla scorta della domestica integrazione. In luogo della valuta fa il gesto dell’euro, gesto che non sa leggere le avvertenze.

Campo santo

La picchiatella è affermata dalla ragione, non di primo acchito, con la sponda dell’insistenza. L’introduzione è interdetta. Per quante opposizioni coinvolga non c’è santi che tengano.

Esatto!

La ragione non può prendersela al punto da eccepirla in fuori come una singolarità le cui origini hanno troncato i rapporti con le cause.

Ennuplo

Non ha preso il numero dunque non ha il diritto di accodarsi alla teoria. Chi? Il corpo che fa l’indiano con la fila! A occidente della caducità o a oriente dell’insorgenza? No, l’innanzitutto. Come si descrive che sei della corporazione, quello che indichi è enne ed enne non ha mai avuto i numeri.

Sepolcro imbiancato

Lo strillone con un Gesù di troppo sulla punta della lingua, in equilibrio tra la meraviglia e lo sbigottimento, fa trasalire il fariseo che lo maledice. A momenti il miocardio non ha cuore.

Lo strillone non desidera, affatto, che la cosa sia compiuta con tutto il cuore quanto che il fariseo prenda la briga di separare la forma dall’èidos.

La quarta sponda

Italia dai tre fianchi, anche sculettante sente la preponderanza del bergamotto nell’acqua di colonia. Colui che è cosparso dal profumo ammirerà la sua seduzione. Con l’indimenticabile proposito dà uno strappo alla norma, interviene nella volatile conversazione, tra l’ostracismo e il ricevimento ne domanda l’identità.  È il promesso sposo della Libia, la fanciulla da marito.

Il morso imboccato

Il becco in un discorso non si rimette all’appetizione. Imbizzarrito non tiene a freno la lingua. Gli uccellatori lo sfidano a dire qualcosa di incisivo. Il beccheggio non è ondivago quanto ferrato nel galoppo. Il discorso frettoloso fa le parole deformi. L’imbeccata non abbocca alle bastonature a comando. Se gli avicultori prediligono avere un treno di vita sostenuto non sarà lui a far loro mutare direzione.

Lo stile proposizionale

Un inizio aggiornato. I vuoti spumeggianti raccolti nel rifiuto della fragilità per un soffio. Una pluralità cordiale per nulla chiacchierata porta agli addetti alle relazioni con il divulgato. La tavola imbandita dai dissidi, il banchetto con scanni sufficienti ad accogliere finanche gli amici delle conoscenze in senso stretto. Alcuno soprassiederà. Le carte messe tutte nel mazzo delle belle figure. Il proposito approssimativo, lo stile bizantino durato sino alla scorsa dell’annuario.