La stazione della metro che non ha il senso della traduzione accoglie un gruppo di provocatori nient’affatto strumentali. Più che offrire accompagnamento ai raminghi disincantano il contrappunto binario. Una pendolare tra l’officio e la solennità dell’immagine si avvicina all’edicola per cambiare la nota che sbanca l’azzardo in spiccioli dimodoché possa risuonare l’apprezzamento. L’aio del giorno è una statua.

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2 pensieri su “L’edicola a cappella

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