La donna perseguitata dal fato, tanto che lo scorge assottigliato e deformato dalle colonne della popolare illuminazione, umbratile nelle svolte dell’instradamento, lunatico nelle inclinazioni della correzione, persino camuffato da privazione, rientra, dopo un’elaborazione, nel dire locale in affitto. Suggellata l’oralità d’ingresso con un sospiro, conveniente con la supposizione che il fato sia stato trattenuto altrove, la donna barcolla, una vertigine intrattiene il suo corpo. Le voci nel dire locale sono in sesto, ella ne è assalita, da sinistra: bentornata a casa! – mi auguro che la tua giornata di lavoro sia stata appagante – disponi pressappoco di un’ora prima di raggiungere gli amici al teatro; da destra: non vedevo l’ora che rientrassi, non sai quanto mi sei mancata! – non nascondermelo, se hai avuto sentore di essere seguita – il verde ti dona molto, corrisponde al tuo sguardo.

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