L’alba in cui confida affinché il giorno sia propizio rifiuta le ripercussioni ombrose. Con la schiena perpendicolare e le gambe allineate al materasso memorabile stropiccia le palpebre ancora aderenti all’adiaforia notturna. Per nessun accidente può poggiare la pianta del piede sul pavimento temperato o dedurre la memoria, prima di aver eseguito la funzione. Con una torsione del busto estende il braccio sinistro per raccogliere dal comodino immobile alla sua destra carta e penna, come sempre poggiati lì avanti del sonno. Scrive. No. Prova a scrivere. L’inchiostro è invisibile. Fortunatamente, un corpo linguistico è presente negli ambienti contigui. Con cortesia, chiede che gli siano portate due o tre penne. Grato, augura un favorevole giorno al corpo linguistico che abbandona la contiguità. Sciaguratamente, nessuna delle quattro penne scrive, anche se non concederà l’oblio al materasso prevede un giorno, disperando inoltre per la notte, stravagante.

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