Non c’è più spazio. Enunciato per lo più vero. Gli strati delle strutture stabiliscono la distensione su sezioni, aree, zone, regioni, settori tantoché la domanda di contorno inerente le frazioni destrutturate è inaudita. Quel che a tutta prima è stato integrato come un ridimensionamento dell’estensione in vista di un fabbisogno di ricoveri per i concetti sempre più prodotti, moltiplicati, ha ricondotto lo spazio alla scomparsa, concludendo così le vuote disputazioni. Eppure l’enunciato è logicamente falso. Lo spazio si è ritirato in una contiguità non riscontrabile dalle strutture là dove esso non diletta, come argomenta il generale e dispiegano i particolari, il vuoto con passatempi delimitativi. Privilegia disporre la stoppia sull’aia.

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