Apologia

Catalizzato dal riparo lo stridio intermittente si defila dimodoché l’udibile continuità accampi la comunicazione a senso unico. L’auricolare ripete l’immutabile messaggio, l’incremento degli enunciati, con difficoltà il supplente salva l’ordine tra le proposizioni né vere né false eppure riversate le une sulle altre non tanto per una transigente precedenza postulante il miglioramento dei principi quanto per una dispersione incidentale. Oltremodo ligio alla funzione il supplente evita lo spargimento dei segni, il messaggio immutabile che agli inizi non lo preoccupava è al momento incalzante, le difficoltà in subordine si fanno irresolubili, con l’incremento degli enunciati la pressione sulle proposizioni diverrà irrefrenabile con la deduzione che l’assoluzione del discorso rovinerà sotto le proposizioni e gli enunciati senza freno. Per quanto funzionale al supplente non resta che allontanarsi silenziosamente dal discorso.

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Il seduttore

Gli uomini non comprendono. Ritengono che possa imbambolare tutte le donne a cui ambiscono non unicamente per la ridda di verbi, la rapida faconda disponente in un citeriore piano la regolarità del cuore, perfino l’aspetto piacevole riformante il corpo con la delineazione della finezza non gli fa difetto. Nondimeno egli lascia incompiuta la relazione, la totale immagine delle donne non è un termine, con una rivalità mediata dal conforto gli uomini verificano l’adagio dell’attitudine smembrata, la vanità dell’atto pervertito dalla penuria del vantaggio. In una conversazione intima gli uomini esercitano l’emulazione della rapida faconda, annegando di continuo nella trascinata approvazione; esagerano la riforma del corpo a cui si relaziona esclusivamente la smorfia. Gli uomini non comprendono, obbligano la seduzione a una trama paradigmatica, così il rapporto riproduce senza esitazione il nodo.

Lo smantellamento

Una quantità non durevole di tempo gettata alle ortiche, problematica da smaltire se non con l’irritazione dello strato esterno, appunto irregolare. Il fondamento non è per nulla soddisfatto della comparazione, l’eufemismo commuta la collera. Il fondamento montato su tutte le furie ripudia l’ironia, al rivestimento interno non può che applicarsi la deiezione. Il sapere fondamentale collide con la presenza tuttavia il compromesso della presenza occasionale non assicura l’efficacia, invece evita che la quantità sia irrimediabile, finale. Il collaudo edificante incontra i precetti della disfatta, il supplemento temporale è fuori da qualsivoglia discussione, pertanto a proprio discapito gli elementi devono lusingare la durata e il fondamento s’impegna a sorvegliare la presenza, in caso contrario l’inefficacia è ordine, le cui norme non prevedono l’inoltro della duttilità e l’esternalizzazione della flessibilità.

Clima

In che punto è possibile emendare le inclinazioni? Le coordinate traslate sono in grado di isolare sull’ellissi dell’attitudine il punto di isolamento? E l’isola è la consolazione dell’atto? L’anticlinale quale ambascia infervorata condizionata dallo scatto intensivo è l’ineluttabile destino delle figure impiegate? E il ritorno delle precipitazioni sulla ridondanza risolutiva, ormai corrotta non può evadere dal fenomenale miraggio? La stima nell’influenza della configurazione celeste quale predisposizione al traslato rappresenta indubitabilmente la sola via di fuga? Sulla serie in questione svolazza se non sfarfalla l’inflessione astrologica per cui i discorsi che rifiutano, per una solennità fuori luogo, la sorveglianza configurata contribuiscono all’insistenza delle inclinazioni e all’inospite ellissi.

Pseudomenos

Franco, anzidetto il singolare, non omette mai la premessa. Egli piega alla futura dispensa l’attualità del mentire e riduce al silenzio il soggetto. Alla premessa segue una serie di enunciati o un radicale passaparola. Gli interlocutori annoiati dalla premessa ascoltano senza distrazione il radicale passaparola o origliano in tacita confidenza la serie di enunciati. Essi condividono la copiosità delle parole e sollecitano il singolare o a espandere la serie o a determinare l’irripetibile spasso. Essi interrompono chi l’ascolto, chi l’orecchiabile cimelio per discorrere francamente in ordine all’avvicendamento degli enunciati o al dire la propria. Il più delle volte Franco è obbligato a ripiegare sulla futura dispensa e a licenziare gli interlocutori, considerato l’approssimarsi della noia tutt’altro che risentiti.

Secrezione

Oggidì l’ellissi diurna s’integra con la notturna ellissi, ambedue non esorbitano la funzione satellite. L’enunciato a guardia del corpo discorsivo è assunto per le sue referenze, d’altronde esse non danno adito a equivoci, di repente ottempera all’attività. Solerte onde il datore d’opera non sia delucidato, all’esiguo ma non trascurabile indizio secreto l’enunciato sguaina la materia assorbente oggettivamente usa e getta dalla tersa applicazione. Anche se dedicato a un’incandescente, rovente disputazione il corpo discorsivo pur senza ostensione del conforto, non ritiene impronto l’intervento dell’enunciato. Non si rincorrono voci di un’eventuale riprensione conseguente l’inopportunità enunciativa, è un’invenzione addurre argomenti di intensità umida. La suggestione diramata dall’automaticità non elude la diluizione, il ventaglio delle esagitazioni è ermetico come il sé. L’enunciato satellite non si querela con l’afa.