L’adesione della carta da parati agli intralci della biblioteca colora i segni con il contrasto delle macchie, il sollevamento non è rimandabile dal momento in cui il rampollo degli autorevoli domestici ne rappresenta l’interferenza. L’attività è interrotta al secondo foglio, i brani della carta renitenti alla rimozione ripristinano la formula dell’inchiostro, con l’ausilio di una spatola il rampollo li integra e prima di correre chissà dove raccoglie in un sacchetto le minuzie della materia. L’entusiasmo dell’auspicio diverge dallo stormire dei pennuti, con il capo orientato al cielo terso il rampollo non può sorvolare, il disappunto sarebbe scottante. Nel frangente in cui scombussola il capo per manipolare e accomodare il collo percepisce una pluralità di penne galleggiante sulla superficie marina. D’un fiato rigoroso ad inseguire l’affanno giustappone su uno scoglio la penna gocciolante ai brani della formula e al sacchetto. Finalmente l’entusiasmo può vuotare il sacchetto e inchiostrare i brani.

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2 pensieri su “Polverino

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