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L’uomo che vendette il mondo

La riproduzione della traccia ha una sua durata e in tale frazione la renitente alla citazione è al passo col tempo. Con il supporto di un contumace ascolto apprende il rudimento del mondo, ossia la traccia. La renitente alla citazione vaga senza lasciare tracce, avulsa dal metodo del ritornello, dalla contrarietà in itinere al verso, non segue alcuna direzione, il vagare delinea un’angolazione sedotta, un’angolazione sviante i segugi marginali. Come il tempo è incline al passo così il rudimento, la traccia controlla il mondo, refrattaria alla verifica la corresponsione accerta la scomparsa delle scale, non sussiste più la modalità errante che emenda le differenze e identifica gli errori, il controllo significa un’esposizione e non più una corresponsione. La traccia espone il mondo ad una registrazione in atto e la renitente alla citazione è sul punto di sorridere, stringere la mano e parlare all’incanto quando la durata scade. La riproduzione della traccia ha una sua durata non stimabile, non misurabile dacché la riproduzione non si oppone alla ripetizione, tutt’altro e la renitente alla citazione può sospendere il disappunto di tanto tempo fa.

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