Il mito non mantiene la parola. L’inaudita proposizione passa di bocca in bocca, si spiega di padiglione auricolare in padiglione auricolare, è sconsigliabile prenderlo sul serio, il mito non parla sul serio, si burla del discorso, l’enunciazione non sa mai se sia nella condizione di verità o per converso nell’incondizionata falsità. Eppure quale esecuzione del linguaggio partecipa più del mito ai giochi linguistici, più del mito scivola sull’ovvietà  trasversale! La garanzia dell’inaudita proposizione si contrae in un tempo che non fa storia tuttavia la scrittura, il campo della scrittura che fa testo emargina l’assicurazione e la norma del premio cosicché la celia risuona, riverbera in oralità. Oberato dalle eccezioni l’orale prega il mito di prenderlo in parola, nessuna obiezione il mito è lieto, data la sua lenità, di alleviare, attenuare il peso dell’orale. Riconoscente eppure non obbligato, l’orale consegna la sua parola al mito non senza la comunicazione delle coordinate in luogo della favella. Nell’ordine comunicato il mito è al momento assente, l’ordine è vuoto, scomunicato, l’orale non può che essere preoccupato ma in un significato ludico che non esilara lo spettacolo distingue la presenza mitica. Tornato con nuova lena in possesso della parola, l’orale enuncia in querela l’inaudita proposizione, preso in parola l’orale è mutato in un sibilo.

Annunci

2 pensieri su “Anfisbena

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...