Spesso e di buon grado i giusti hanno a che fare con gli imbrogli. Per eludere la relazione con l’essere imbrogliati, con la passività degli snodi, i giusti tramano affinché il seguito del fare non debordi in usura il grattacapo sul far dell’atto. Con un ordinativo mai eccedente attorcigliano il giustificare che li rassicura dal riverbero, dalla riflessione della versatilità. Eppure in linea di massima dal fare dei giusti, dal giustificare residua l’inefficace mappina, finora e non per molto inane poiché è propinqua la diffusa inaugurazione della sua praticità nell’applicazione dei complotti. La tema della giustificazione si profonde nell’escogitazione di una strategia atta a scongiurare, a prevenire la voce che potrebbe rimpiazzare il fare dei giusti con il fare delle mappine.

Non adusa all’integrità delle mappine che senza giustificazione la usano quale ritratto di un tempo o paradigma dell’adattamento, la pezza si defila quale eccesso d’ordine o abuso dei fatti.

Cosa fare di una pezza eccessiva se non  assegnarla ad una soddisfazione imprecisabile!?

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2 pensieri su “La pezza

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