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La madrelingua

Dal giorno dell’epifania smetterò di parlare la lingua di mia madre. Dipano l’analogia  in apparizione o in contrarietà alla sparizione della generazione cognita, sebbene possegga i requisiti dell’attrazione empatica nel mio caso non dissimula un nodo artefatto. La madrelingua è una dedica alla ciclicità delle vacanze o in traduzione alle ricorrenze. Senza giustapporre il piano del contenuto e il piano dell’espressione la madre ne appiana le controversie, ella prende in parola l’etimologia delle circostanze e l’affetta con il vezzo affine del parà. I dialoghi e le conversazioni con la madre fuorviano la consonanza e l’assonanza in una sorpresa ad ogni modo inequivocabile. Gestire il rapporto è una funzione che non fa appello alla tradizione, colma di sensualità non obietta alle esplicazioni dei degenerati. In parole tutt’altro che addomesticate la madrelingua dilunga, differisce i termini della vacanza, è a proprio agio persino con la comodità di linguaggio, a un di presso dal vuoto predilige l’appetizione.

Alessio Sarnataro

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  1. 5 gennaio 2017 alle 10:43 pm

    Quel che è certo, è che la madrelingua non va in vacanza a Cortina, d’ampezzo …

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