Bonus

Il buono che non si riduce all’esito etico, alla fibra dell’esitazione, del resto non restituisce l’ambivalenza. In genere il difetto di sottigliezza e non il mancamento da finezza passa il segno con l’affido equivalente che riproduce la determinazione dell’avverbio, insomma non ha nulla da perdere. Orbene, nella consecuzione periodica culminante nel settimo giorno, caratterizzata dalla deportanza del tema in cui l’oggetto distingue il soggetto non come nominativo ma come portatore, il buono si offre quale rimpiazzo dell’ostaggio. I soggetti ospiti che non riscattano l’oggetto in ostaggio non sono sfiorati dalla connessione del buono come di troppo, per giunta accettano l’istruzione, prendere il buono al posto dell’ostaggio, il che significa che nulla osta a che l’oggetto sia preso per buono.

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