All’esterno del punto di ristoro i dialleli si assembrano in un tropo distinto dal circolo. Siffatto tropo combustibile è contrassegnato dall’ineccepibilità di un posacenere. I dialleli si avvicinano al recipiente che non replica il contenuto, nella babele dei turni, dunque senza la vanità di una rotazione. La cenere informale non precipita come un’inopia della posizione, è deposta quale contenuto non replicabile meno che dissipazione residuale. Un diallelo brucia un cilindro di tabacco estratto da una confezione a scomparsa, un diallelo asincrono arrotola il trinciato in una carta tagliata e aderente alle sottigliezze, un diallelo spedisce con le labbra i fumi di un sigaro raffinato da cui la cenere rigetta la precipitazione. Un diallelo non ancora avvicendato è avvicinato da un ciarlatano disposto a cedere un’aspirazione combustibile in cambio di un residuo con riserva o con il riserbo in divanzo, traslato non ricettivo, insensibile dato che il ciarlatano amalgama le parole e il fumo.

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4 pensieri su “Il venditore di fumo

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