Il mezzo di trasporto è stipato fino all’inverosimile. Quale significato inverosimile: dissimile dal vero e invero simile al falso. Il resoconto del trasporto è fallibile, il computo stabilisce il raddoppiamento, il pigia pigia; l’ennesima determinazione esige o si consegna alla decifrazione del conteggio che nella reiterazione della densità non riesce a stimare lo sdoppiamento. La rappresentazione del trasporto è indisponibile, i sufficienti muniti del trasferimento sono deformati dalla riflessione, assillati dalla riflessione sentono l’oppressione della condivisione; la bastanza sprovvista del termine alienabile, la prerogativa della a, prenota l’affermazione privata con la risonanza foriera di contraccolpi del lasciapassare. L’affermazione prenotata non è bastante e a tutti gli effetti la fermezza privata declina nel fuori luogo. La falsità del doppio trasporta invero oltre la prenotazione, in un’affermazione che ritorna. La verità dissimile dalla pienezza di sé denota una fermezza che nel capolinea ritrova senza alcuna ricerca la direttiva significante.

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6 pensieri su “La reduplicazione non bastevole

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