Lei è presente a se stesso? – la questione dell’uniforme non divisa sembra chiara e distinta eppure il misurato trova da ridire, dapprima deve far chiarezza se il terzo in inchiesta sia incluso o escluso. La logica, a cui il misurato ha promesso di non concedere udienza allo sconosciuto, discrimina l’inclusione e l’esclusione in conformità alla terzietà del disinteresse che, nell’evasione da fermo, non rinnega, affatto, tutt’al più può riferirsi alla tautologia identitaria. Dipoi, nella svista sottoposta a controllo il misurato non distingue il se stesso dal se singolare, rimembra il tono con cui la forma ha ingiunto di non compiere alcuna deviazione nel ritorno del progresso. Indubbiamente è singolare che l’uniforme non divisa abbia confermato nella pluralità della commisurazione proprio lui e espropriato l’esso, eppure con responsabilità non fa presente l’ammanco, replica con – non c’è fine.

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5 pensieri su “Una logica singolare

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