Diaspro

Trasecolata, la storia dell’amorevole sofia, la secolare storia di una sapienza che non dubita dell’amore, ha magnificato la relazione del soggetto e dell’oggetto. In una pochezza che si addice alla trafila l’analisi relativa incorre nel tiremmolla. In correlazione al discorso amoroso è in corso più che un’alternativa una contrarietà o del soggetto o dell’oggetto. Contrariato dalla passione dell’altro l’uno non risolve la relazione, contrariato dall’azione inequivocabile, peraltro univoca, il talaltro assolve la relativa determinazione. Il tale uno e il tale altro, per converso in antitesi obiettiva e in contrapposizione soggettiva, non tergiversano, ratificano per condivisione lo spazio reciproco ossia il tira e molla. Tanto nell’essere in corsa del tiremmolla quanto nella distensione spaziale del tira e molla il soggetto e l’oggetto complicano il contatto che aderisce alla conoscenza. Nella complessione conoscitiva l’oggetto interseca nel lacerante approfondimento o nel taglio superficiale il soggetto, il quale, a sua volta, deforma la faccia spigolosa o il lato ridimensionato dell’oggetto. Con la riconoscenza della ferita emorragica e dell’oggetto non modellato, non esemplare, la storia dell’amorevole sofia, la secolare storia di una sapienza che non dubita dell’amore adorna il diaspro rosso, giusta la trasmissione della lezione caustica.

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