Diceria

Il vaniloquio non ne viene a capo, non rinviene nel detto. Qualsiasi incontro si svolga nei limiti dell’informazione o nella delimitazione dell’espressione è un incontro intermittente. Ad esempio il vaniloquio identifica la tautologia, le si avvicina in modo ultroneo e nel ricetto compìto porge la deferenza, questa, la tautonimia, corrisponde un cenno per piantarlo in asso. Ad esempio il vaniloquio scorge il colloquio da tergo, si traduce, trasla eppure questi non dà segno di legittimazione. I paradigmi dell’isolamento non derivano da una rimostranza. Il vaniloquio non se ne fa una ragione, il percome i simili dell’eloquio non lo evitino ma si espongano alla gestualità somiglia all’irrazionale eccetto che esso, l’eloquio, non sia venuto a noia.

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