Scolo

Il corpo è avverso ad incanalarsi nel reflusso delle quisquilie. Tende a sminuire i dettagli che, intersecando la forma e la sagoma, costituiscono la particolarità estatica della sembianza. Prima che all’immaginario si sovrapponga l’estetica della figura, prima che si figuri in una corporazione dei bruti o adattamento dell’immagine speculare, il corpo cita in giudizio, sennonché cita in disparte la pluralità per giungere ad una conciliazione. L’opera di composizione più che transare la diminuzione della pluralità nel corpo comporta una separazione cui segue una derivazione morfologica. Dalla conciliazione, dall’opera di composizione fuoriesce un corpuscolo che è nient’altro, nient’affatto una quisquilia. L’opera di composizione non concerne unicamente la pluralità del corpo e la derivazione corpuscolare d’altronde nella ripartizione di separazione e di condivisione estrae lo svolgimento aduso al parteggiare, l’opuscolo non si riduce ad un’estinzione delle parti.

In calendario, con la consultazione di un elenco, l’opuscolo assimila la prenotazione del sommario ad opera di un gruppuscolo che è in possesso dei titoli per avanzare la partecipazione in appendice al deflusso delle composizioni. L’opuscolo è esentato dall’indice.

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