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La controscena

In copisteria, un figurante la seduzione, un trasfigurante il detto soprannominato dagli appassionati il Dioscuro dispone la cartografia spiegazzata su uno spazio inoccupato. Ora, nel vano che plagia lo spazio, il posto non occupato non rappresenta né ripresenta la dimensione o la controfigura della commisurazione. Lo spazio invano o il vano despazializzato non sovrappone in un impilare le carte piegate, esso altro non è che un’esposizione svuotata, carente di ricadute. La cartografia spiegazzata dimostra una disponibilità in bilico tra le incomprensioni della vanità e il versante della delimitazione. Dopo aver incrinato la circostanza, l’enunciazione che riprende la compassione ontologica, lo stato dell’essere e la sua partecipazione all’apprensione, il presente dell’essente, incuriosito l’appassionato espropriato dei titoli impetra il Dioscuro con l’emotività della cartografia spiegazzata invano. Il figurante la seduzione, il trasfigurante un detto soprannominato dagli appassionati il Dioscuro e dai compassionevoli il sosia che non si aspetta necessita di una copia della carta d’identità, evidentemente né duplice né abbinata.

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