Ermete osserva i lineamenti di Grazia. Lei non obietta. Reclina sotto il miscelatore lascia che l’acqua segua le inferenze del volto. Con un movimento laterale seguito dal sollievo incrementa, senza appiattire, l’angolazione eretta. Ermete le porge un asciugamano di spugna, lei annuisce. Le sue mani scompaiono in una frizione, l’asciugamano di spugna ritorna al tessuto premuroso. Ermete, senza etichetta, osserva i lineamenti di Grazia tra un dito e il precedente, tra un dito e il successivo, della mano con cui tampona l’umore. Grazia è non replicabile.

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