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L’eversione dell’occaso

Sulla falsariga dell’espero che scompone la replica in versione, l’occaso scombina il sistema di misura, le unità di penombra e controra, la questione meridionale è refutata così come il responso alle referenze dell’ombra bislunga. Per riguardo, la ricaduta nella pendenza, né inclinazione né declinazione (sorgente puntiforme e posizione del pàthos), è refrattaria al dileguare, il sovvertire corrisponde all’orizzonte del tramonto, al sottendere l’errore di parallasse dell’estensione. L’ombra riepiloga le sfumature cromatiche, il declino della superficie rarefà il sospeso pulviscolo, i contorni intingono il giallo, il rosso, il rosa o l’arancio; si addensa il responso alla domanda del pomeriggio, le figure ombrose, benché indistinte, sono visibili al tramonto. La seduzione del raggio verde include l’inferenza dell’imbrunire, l’evaso. Esso elude la circonferenza delle ombre con l’affinità ai limiti, la ricostruzione del sistema nella definizione dell’unità di penombra riprende la concezione incardinata nel profondo senza le fosche tinte dell’esitazione crepuscolare, con l’opacità del controtempo l’imbrunire conosce per filo e per segno, in decima la superficie, con il favore del paradigma diffranto, del garbo d’ombra, la sua scia, la riga è indistinguibile. Pertanto l’evasione prospera all’imbrunire, l’inclusione dell’inferenza non preoccupa i secondini pomeridiani, anch’essi figuri ombrosi, la superficie è delimitata e l’affinità corre lungo la decima. L’occaso non s’impunta sul declino del tramonto né sull’affinità all’imbrunire, si astiene dall’orizzonte sovvertito, non sottintende gli errori di parallasse, non schiarisce il contorno della superficie con il volume indistinto delle figure ombrose; palesa il tentativo maldestro di evasione nonché la distensione della sinistra sregolata, da occidente ad oriente l’elusione della superficie in intesa della circonferenza non diverte dalla striscia tantomeno dilata la riga. L’eversione dell’espero intensifica la questione meridionale con l’ombreggiatura della fila, sulla falsariga si puntualizzano le inconfutabili iniezioni di estensione rigata e distensione strisciata, sull’abbrivio della teoria delle ombre una lunga fila distinta d’ombre estrinseca la superficie oblunga.

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