Nella diallage del soggetto la disputa è differita all’ultima parola. Il soggetto ripone la propria fiducia nella ragione. È necessario circoscrivere la suddetta al senno di poscia, pŏstea, memore delle informazioni. Per delucidare, la ragione archivia nel senno l’approvazione allo stimolo corrisposto e nel poscia ricollega la sollecitazione disputata all’approvazione convergente. Il soggetto è solito ripetere il disinnesco enunciativo dell’aver ragione. Il verbale riporta la trasposizione del soggetto, le enunciazioni concordano nel porre il primo pronome personale al termine dell’enunciato, lo schizzo dell’io terminale, e nel sottoporre un soggetto presumibilmente in linea di principio, l’io sottinteso. Con la trasposizione del soggetto il tempo della ragione è compassato, si evitano gli incidenti del soggetto presente, del primo pronome personale che in linea di principio, sovrintende e s’impone come soggetto da disputare. Quantunque l’approvazione converga nel determinare il soggetto trasposto nel genere femminile, l’ultima parola con il segno di poscia, nello specifico, declina il ripasso degli universali scolastici.

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