Oggi è indifferente a tutto. Se gli parli del giorno, lui annuisce. Se gli menzioni la notte, lui annuisce. Se gli dichiari il vespro, lui annuisce. Se gli esclami il mattino, lui annuisce. Se gli domandi il pomeriggio lui asserisce. In risposta alla data, lui afferma l’in, la privazione della differenza. Al giorno d’oggi, il perdigiorno, nell’incognita ieri assegnata, era d’un tratto la forza della differenza. All’indomani sarà assimilato, per contrarietà, all’istum ipsum.

 

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