Al riparo dalla vacanza: agnosticismo

Non posso conciliare con il teologo, non mi ricredo sul dissidio. Egli si tiene alla larga dall’ecclesia, preferisce l’aperitivo, il dialogo convertito, il movimento di un corpo stornato dal corpo bilanciato, non animato, alla ritenuta del cibreo traudito. Il sentito dire è fedele alla catechesi. Pertiene al novizio, l’ascoltatore del dialogo convertito, divenire interlocutore, diffondere per dialoghi la conversione. I novizi precettati rinvigoriranno il sentito dire con l’osservanza dei misteri. L’invidia è malvista nel cenobio, sono scettico tanto sul dare a vedere quanto sullo scorcio, bieco.

Solo l’agnosia potrebbe farmi ricredere.