Un ego attende il proprio turno dal barbiere, sedentario su una poltrona passa in rivista le immagini del sussiego, il taglio provvisto di piega, il ritaglio ravviato, il dettaglio sfumato, la tinta che attanaglia e l’indice strappato. Chiamato dall’aiutante, il soccorso della frizione sul cuoio e la schiuma lungo i capelli, cambia prospettiva o premedita la riflessione, lo specchio dirimpetto che specula sullo specchio della nuca non in nuce, preterito su una poltrona girevole. I servigi sono funzionali agli strumenti poggiati sul carrello mobile, nonché apprezzati. L’ego inalienabile è visto come un altero, si vede quale un egoista. I capelli divisi, non recisi, sono raccolti in un angolo dal soccorrente, alienati, strumentali al ciuffo, imparruccati.

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2 pensieri su “Altero e alienato

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