Ti avverto che, se continui nel dormire solo due e tre ore per notte, il prossimo lasciapassare sarà per il sonno eterno e il sangue iniettato negli occhi non sarà una disfunzione epatica-onirica ma l’ultima ascesa verso la visione di una nuova alba, il sorgere del sangue incubato in un globo oculare che potrai riflettere per un istante prima che gravino le palpebre.

Ti avverto che, se continui nel mangiare salato e condito, il killer silenzioso calcherà la mano e distribuirà le sue impronte come ostacoli al trasporto del secondo al sangue e, copia della presenza, pietrificherà la tua bocca, in quanto antro di caverna lambito dalla schiuma delle onde salmastre. Nel rimando delle spettanze, nel rincaro, dipoi chiederà la parcella ai tuoi cari, insomma una quietanza.

Ti avverto che, se continui a fumare quelle dannate sigarette senza filtro, non potrai più interloquire, espirare in pubblico, i tuoi uditori saranno costretti a filtrare la conversazione e a indossare mascherine afone. La recriminazione dell’interpretazione, l’incriminazione del fraintendimento e il crimine dell’equivoco sarà il movente di un discorso sfumato, per cui la presunzione sarà innocente sennonché innocua.

Ti avverto che, se continui a lubrificare il palato con gli alcolici, il tuo tasso di appassimento precoce sarà direttamente proporzionale agli anni di invecchiamento delle tue compiante acquaviti.

Ti avverto che, se continui, se perseveri nel tuo habitus senza macchia e senza futuro, sarai costretto a rivolgerti all’artificio, la tua pelle diverrà talmente secca che in un autunno senza stagioni, non solo sarai avvelenato dal botulino ma anzitutto dalla formaldeide e dal suo difficile equilibrio con i prodotti idratanti. Se poi desideri esfoliare il giovane non più giovane dei tuoi lineamenti, ho qui a disposizione la tetraginia delle facce pulite.

Ti avverto che, in penultima battuta, la tua presenza è indesiderata ma, se cominci ad incarnare l’ira e a mostrare sintomi di un’ulcera nervosa, sarò ben lieto di assisterti nel cammino e nel metterti al corrente circa l’incognita verso cui varia l’eterna giovinezza, in modo che la tua presenza possa esser ricorrente in questo studio, prescritta da una ricetta d’uso e proscritta con un abuso di autodafé.

Parola mutuata di medico.

Di grazia, Lorenzo, una parola: “se ciò che caratterizza l’identità di un individuo è la continuità, mi consigli, dunque, l’arresto”; devo arrestarmi, mi devo arrestare?

Annunci

2 pensieri su “Leggere attentamente le avvertenze – Il medico di famiglia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...