La congiuntura del suppergiù, la relazione reciproca infra il superno e il sussi, non scherza ancorché la ribalta del diario. Il partecipante, si e no, è catapultato. Dal basso vibra il contro, dall’incontro l’interno è una voce del vibrato, l’affermazione del sic è l’intensione del vincere, il sopraffare e l’avversario. Lo scontro sottostà alle fraterne vertigini, al capogiro del frantoio e alla nugola dell’inferto. Il riscontro è una scaglia del mancamento, la lunga gittata. La catapulta non è strumentale, è un predicato catapultabile, evinto e non per contro.

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2 pensieri su “Catapulta

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