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Magna enciclopedia, ellenica-partenopea

La parola napoletana bellebbuono introdotta all’improvviso nella lingua ausonia in un’epizeusi etica della consonanza con l’apocope estetica, è per aplologia la deriva della kalokagathia. La crasi del καλòς καì άγαθός è nella lingua napoletana il bellebbuono preso in parola, l’accadimento non succedaneo, il successo della sorpresa.

Per la perfezione della traduzione fa fede il paradigma dell’incidente partenopeo:

– “Ch’è succies, ch’è stat?” (Qual è l’accaduto, da che lo stato?)

– “Bellebuono è sbucat, nun l’aggje proprie viste.” (All’improvviso, è sbucato dal nulla.)

L’estetica napoletana nell’etica partenopea è analitica, sebbene la teofania dell’analessi sia sintetica, il buco del nulla è rinnegato dalla sorpresa dell’annuire.

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