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Infatuazione

Libreria del dettaglio in contrada delle mezzemaniche. Un lettore oltrepassa il sistema antitaccheggio, le antenne non rilevano la placca aderente allo speculatore. Il lestofante augura un buongiorno agli addetti alle vendite e, senza mestizia, si dirige alla parete attrezzata con filosofia. Dalla H di Habermas alla S di Searle un corpo di donna ostacola la visione dei dorsi. Una chioma mossa che delimita il capello crespo non è asintotica alla H. Una vita non costretta al busto perpendicolare, in linea con l’armonia su misura, l’armonia traslata, evita al lettore la visione della K di Kripke. I fianchi convessi figurano il diedro, l’inclinazione dell’armonia traslata alla funzione seno. Né il clinamen del piano a lato nella circonferenza goniometrica correlata, né il climax dell’angolo nella sovraesposizione graduale commisurata, la figura diedrale dispiega l’inferenza della funzione seno e ripiana la deferenza della forma. Le gambe piegano la superficie edificata, non correggono l’ortogenesi in appendice con l’esposizione della linea ortogonale, ricurve ed emicoreiche coincidono, le girovaghe, con la retta secante interrata. I piedi, le orme che deludono la  proiezione, prive di tallone in altezza di tacco e consumate dall’esterocezione della podologia ergonomica, che alludono in pianta stabile al fiosso, lì per lì per toccare terra o giù di lì, sono amputati alla percezione da una pila di brossure, il titolo reiterato. Il lettore giunto alla B di Bolzano, scorrendo le lettere, è a lato della donna. L’assonometria è rivoltata, è infatuato.

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  1. 30 gennaio 2013 alle 10:10 pm

    🙂

  2. paolalovisolo
    1 febbraio 2013 alle 11:47 pm

    così ei infine perse il dito magnetico
    e più d’ una astrazione si cibò di disrtazione
    fran? fran! (di Baricco amo solo Novecento)
    caddero le dita chiodate i codici trapassati
    la filosofia pubblicata in cento lingue.
    hey baby! che lingua parli?
    per spaginar babele per cartagine.
    buona notte.
    paola

    • 2 febbraio 2013 alle 4:21 pm

      Ciao Paola,
      la lingua scombussolata è alla deriva della vocale palatale, decorrente la consonante labiale.
      Buon pomeriggio.
      A. di C.

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