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Quadranti: appunti di sconforto

“Oscurità … ; Plumbeo, evanescente tattile, avvicina le sue dita a un orologio affisso al soffitto, è, infatti, sua mania non solo alzare il capo perpendicolarmente per osservare il tempo ma toccare l’ora con un dito; dilettante in graffiti, ha inciso su una parete :

“Tre lancette occupano un quadrante circolare: la piccola delle ore osserva con tale acrimonia, divertendosi a compiere movimenti impercettibili, ingannando chi pensa che rimanga immobile, saltellando da un numero all’altro … ; la spilungona dei minuti è usuale dire che ammazzi il tempo, centellina le sue forze, regolare come una cronologia assuefatta, ordina il tutto, consapevole di dominare il campo, scandisce in silenzio la propria prestanza giocando a nascondino, prima ero là ora son qua, specchiando nell’osservatore il ritardo di chi attende il tempo … ; la più sottile dei secondi è la danzatrice, la dispendiosa leggerezza di chi non compie mai lo stesso giro, il rutilante vorticare rumoroso, deridente, nauseante, battente carico di angoscia momentanea, sguazzante nel tempo – non lo impiega, si tengono sotto braccio e come una coppietta di fidanzatini eccoli passeggiare tra fiori e ortiche con una regolarità che mi sa di corrente fluviale, le rapide accelerano il movimento, una scogliera lo ferma, un’aiuola lo accoglie!“

… ristagnante, Plumbeo non avverte nulla, la danza dei secondi è come se si fosse fermata, ma c’è un rumore infernale come se tutti i demoni stessero esercitandosi alla batteria usando come rullante le pentole, si accovaccia al suolo tenendosi i timpani stretti tra le mani, li getta interra e alza le sue braccia al cielo, il suo volto pallido illumina l’ambiente, la leggerezza oraria oscilla tra destra e sinistra, accoccolata sulla superbia ordinaria, vaga come un pendolo, torturante come un alto inquisitore batte il tempo, oramai rinchiuso in un quadro di saliscendi, è stato deposto? No, semplicemente abdicante compie esercizi ginnici salendo e scendendo scale, così è in forma!, un eccesso di riso frantuma sia il vetro che la cornice, il dipinto rotolante, capovolto, librante, vibrante, sognante e non per cui narrante va alla ricerca di una scalinata antincendio che colmi la propria sete di compiutezza; mica è astratto !

Arde dal desiderio di scrivere ma l’inchiostro è scomparso, forse starà rincorrendo la carica.”

Alessio Sarnataro

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