Dialettico, erede della casata Dialettale e subordinato successore della Dinastia Monadica, odia le formalità monarchiche dalle conseguenze monotone; ultimo successore dell’era Divina Logica, ed erede dell’Impero Reale e postero dello Spirito Imperito, nel discorso, si troverà nel giro di qualche millenario istante ad essere reggente di tutto il territorio del sapere con l’annesso attributo di Maestro di Saggezza.

Educato, fin dalla nascita, da istitutori modali, al proprio destino vanaglorioso e protetto in una camera chiusa dalle attrattive dell’ignota curiosità, considerata come la lesione, la dispersione e la pericolosa infezione del suo percorso sistematico, è vissuto, fino alla sua attuale quasi maggiore età, quasi perché, letteralmente, la propria età è stata sempre maggiore in qualità della propria identità sostanziale che condiziona qualsiasi attributo al massimo grado; in un mondo di assoluta sicurezza monotematica – la sicumera – poggiante su fondamenta di pensiero stabili, custodite da soprappensieri concretamente armati di scudi argomentanti il circolo vizioso dell’a ritroso basilare; le vette della concentrazione giustificante …

Privato di un pur minimo svago o gioco intuitivo o invenzione infantile in nome e per conto di una serietà fin troppo definita, la conduzione, l’unica sua compagnia diurna è sempre stato il tedio, amico fin troppo sincero nelle confidenze alimentanti il gusto di visioni possibilmente multiple; dico amico diurno perché la notte, portatrice di giudizio, accoglie i viandanti disperati, i fantasmi pensierosi, le eco di dimensioni ridimensionate, le inquietudini passionali, i gioviali suggeritori, le gaie incognite lussuriose e una risata di fondo che non permette di chiudere occhio e apre i timpani; e il Nostro, non così speciale – non è ancora un’eccezione – da sfuggire a questa radiosa mietitrice di norme disciplinate, ha sempre partecipato a convivi vitali ticchettanti conversazioni – non presunte conservazioni – istantanee, rivelazioni intime, istanze in pena per le ultime prospettive controverse, panoramiche sul meraviglioso ambiente circostante, frammenti di racconti sulle infinitamente incalcolabili possibilità di appunti di vista e letture di dolci favole intonate come nenie accompagnanti il ristoro e il riposo del giovane combattente …

… e così all’insaputa di tutto, il reame, res a me, Dialettico completa la propria istruzione o meglio mette in questione, lacera, ciò che di giorno apprende … altro che scissione duale … altroché rescissione.

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2 pensieri su “Incensurato

  1. E’ l’editto di tutto quanto vuoi evitare di divenire? Oppure l’effetto secondario di una notte alcolica? O, in ultima analisi. il tentativo di scoraggiare un tuo nuovo lettore?

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