Gli incontri memorabili, scanditi da una casualità immanente, giostrano, in silenzio, l’evidente presenzialismo – sublimazione palliativa – referente la quasi necessità, tautologica contraddizione, della distratta mostra di una comunione osservante, generale vaccino per i tempi morti, alla matrice di un biglietto o con anglofilia, al ticket per usufruire di prestazioni sanitarie. [l’immenso timore di tutta una vita, durante, attimo dopo istante, dal frammento o genesi della nascita al permanente ultimo vagito esaurente la scansione di una temporalità agghiacciata, dopo virgole e pulsazioni di angoscia e tremore, dall’ultimo minuto secondo al contempo donante il barlume di un’incosciente libertà, al complemento di termine, non argomentato] La sprezzante, spocchiosa, altera, tronfia e veniale esibizione spettacolare della non solitudine, solo nulla – con ciò mostriamo un nulla solo, non una somma o una differenza di nulla che forse annullerebbe il niente, quando mai e poi mai qualcosa diviene tabula rasa – solo l’estrema visibilità sfora nell’invisibilità – epifania del nulla/niente/no …

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