Il paradosso è concorde al luogo comune. I luoghi conferenti alla comunicazione la fiducia in una prima parola sono ruderi. Lo sfacelo divulga l’abbandono della parola data. Le rovine partecipano come ierofanti il dissolvimento della parola ignota. Unica testimonianza è la trasmissione dell’ultima parola. Essa si manifesta con comunicati rivestenti tutti i luoghi, in ogni dove diffusi. E’ presente nei luoghi scomunicati. E’ satura per i luoghi comuni. Deposita le proprie orme nei sopralluoghi. E’ conservata nei sottoluoghi, una volta conosciuti come sottoscala, il tempo delle ascese è un retaggio del mito alfabetico. Cosa significa? Il manifesto per una comunicazione muta afferma la scomparsa dell’unico sopravvissuto. La vita eterna è la ricompensa, il premio per chi lo diffonderà con qualsiasi uso. Prendere in parola per dispensare la parola dal verbo che avrà fatto parola, una volta che il sopravvissuto diverrà il vissuto. Prendere la parola per compensare la parola data con la parola effettuata. La parola data è la parola dedotta dalle lettere in successione, la parola indotta dall’eredità letteraria. La parola effettuata è la parola in cognizione di causa, la parola in causa con la combinazione delle lettere che la effettuano in quanto parola. La parola non manca a chi desidera essere preso in parola, ripreso nelle parole è citato come dimenticato. La concitazione della parola è per le parole che non ne fanno parola. L’eccitazione per le poche parole. La quantità che dal desiderio incita la parola: è una parola! Il gioco di parole non rispetta le regole, non soggioga la parola all’anagramma, al lemma, è l’eccezione che non ne fa parola, con nessuno. La libertà di parola non si mostra, preferisce essere allineata, una linea la tratteggia come illeggibile, delinea l’impronunciabile, a chi vuol adoperarla come parola d’ordine. Appunto, la parola d’ordine, l’ordine tra le linee, la direttiva. La parola chiave evade dai codici, rifugge le sciarade, è una parola ricercata. La taglia sulla parola è, in due parole, il passaparola che non ha parole. In una parola perde la parola. La parola d’onore duella con chi parla in fretta, con chi mangia le parole, con chi rigetta la parola per poi rimangiarsela. Cavare le parole di bocca al vissuto è mettere le parole in bocca al sopravvissuto. Rivolgere la parola, paronimo. Misurare la parola, paronomasia. La parolaccia è avvezza alla parolina.

L’ultima parola … in altre parole.

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