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Archive for dicembre 2011

Un cacciavite a stella

Un operaio omeomerico osserva un oggetto. Dopo l’osservazione si riserva di conservare l’oggetto. Eppoi l’oggetto conservato nella riserva d’osservazione dell’operaio diviene un oggetto da utilizzare. Dipoi l’operaio utilizza l’oggetto conservato e osserva senza riserve un oggetto. Un oggetto osservato senza riserve è un oggetto riservato all’utilizzo. L’operaio utilizza l’oggetto riservato e l’oggetto conservato. Gli oggetti eteromerici. L’opera dell’utilizzo prevede che gli oggetti siano fissati all’uso. L’uso adopera l’oggetto, ovvero l’opera procede verso l’oggetto, l’opera adopera l’oggetto e diviene uso. L’utilizzazione dell’oggetto è l’azione dell’operaio che adopera l’opera verso l’uso dell’oggetto. Convertito all’uso, l’operaio, il soggetto che adopera l’opera per l’uso dell’oggetto, è aduso. L’operaio aduso fa il verso all’uso dell’oggetto e nell’inversione preserva l’oggetto. L’uso invertito dell’oggetto e l’operaio aduso preservano l’eteromeria dell’oggetto. Preservare l’eteromeria è servire l’omeomeria. Una vite. L’oggetto conservato e l’oggetto riservato sono attraversati da un oggetto omeomerico. Un oggetto che osserva la messa in opera dell’uso, l’uso che adopera l’oggetto, e che conserva l’utilità dell’operario aduso, l’operaio che nell’inversione dell’uso preserva l’oggetto. E nel caso particolare da una vite dalla testa a stella. E l’operaio, che adopera l’uso dell’oggetto e aduso ne inverte l’uso, necessita di un cacciavite a stella.

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