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Sana e robusta costituzione

L’attività fisica è mutuata in un ambulatorio. L’attore si reca nel locale e passeggia. Cammina nell’ambiente della visita e mostra come i muscoli tengano il passo della fisica, in orario. L’orario di visita della fisica è riportato su un diagramma tenotomico. L’attività agonistica non predilige il locale, si svolge nell’agone e richiede che all’attore corrispondano degli spettatori sedentari che lo incitino. Nell’agone l’attività è incitazione a che i muscoli dell’attore non tengano il passo della fisica ma lo anticipino, siano un passo avanti. L’agonista deve giungere in anticipo sulla fisica, adatto agli strumenti di precisione che assegnano il tempo effettivo di un’attività, deve fare in modo che l’effetto sia una risultanza della causa, un esercizio delle cause, perfezionato dalle concause. Gli spettatori, nell’incitazione, sono pronti ad attestare la legge dell’agone fisico, la legge agonistica e a citarla nelle riviste specializzate. Gli spettatori redigono le testimonianze con il paradigma del plauso pubblico spronato dallo strumento di precisione. Il tempo effettivo, il tempo di un effetto segnato, riportato dagli strumenti di precisione e comparato all’esperienza agonistica arretrata, è il riscontro di una posizione in anticipo sulla fisica, di un effetto un passo avanti alla causa. La convalida di un principio nell’acclamazione del pubblico che ne chiede quasi una ripetizione, un seguito, la conseguenza dell’attività agonistica. L’attività agonistica è commutata nell’agone. L’attività fisica è per lo più per lo spareggio. L’attore è al passo della fisica, tiene il passo dell’atleta. Pareggia gli esercizi dell’atleta con il respiro. Il passo nel locale è misurato da uno stetoscopio. L’attore è seduto con le gambe sospese su un lettino. Le muove a passo di marcia, come se stesse marciando sul vapore acqueo. Il sanitarista mansuefà, prima batte con le dita le parti in compendio, il prospetto della schiena e poi, vi appone la placca metallica dello stetoscopio. Ausculta il riverbero dell’aria, la diffusione dell’aria tra gli alveoli e le stalattiti delle polveri sottili e le stalagmiti dei fumi passivi. Un numero dirige il traffico dell’aria inspirata ed è il numero trentatré. Il sanitarista chiede all’attore di seguire le indicazioni del tre sdoppiato e di mettere l’accento sulla seconda unità del tre, considerando che la prima si è estesa in decine. Il trentatré orchestra l’espansione polmonare con il filtro dell’inspirazione per poi eseguire la fonia dell’aria nell’espirazione del doppio. L’amplificazione dello stetoscopio si flette nei padiglioni auricolari del sanitarista. Il responso della prima esecuzione deriva dall’espansione dell’aria nei padiglioni, se l’aria assume una forma ovattata a mo’ di goccia l’attore fallisce la prova e l’esecuzione è un disastro, se l’aria riempie la camera d’aria del padiglione la prova e l’esecuzione reclamano il successo, l’esito. È il respiro che recita nell’attore il passo senza sforzo dell’atleta. L’atleta si esercita nella traspirazione e l’attore recita, nell’inspirazione e nell’espirazione, la doppia cifra del passo senza sforzo. È come un passo a due che accenta la seconda cifra dell’atleta come traspirazione e che estende, nelle decine, la prima cifra d’inspirazione ed espirazione. Lo spareggio tra l’attore e l’atleta avviene all’ultimo respiro. È uno spareggio che pareggia l’ampio respiro dell’attività fisica. È uno spareggio che analizza il disavanzo del passo dell’atleta sul passo dell’attore, o viceversa. L’agonista anticipa la fisica, l’attore pareggia la fisica. Rispetto all’attività agonistica l’attività fisica occupa una posizione arretrata nel campo della fisica. Ma al pari dell’atleta, l’attore spareggia l’attività per mettere in atto l’ampio respiro della fisica. L’attività fisica nel locale deambula in uno spazio dove vige la legge della respirazione, l’attività agonistica si svolge in un agone dove evince l’aspirazione ad anticipare la fisica. Il sanitarista non redige un articolo che attesti il paradigma del plauso pubblico, dà un’occhiata al diagramma tenotomico e cronometra l’orario di visita della fisica; sottoscrive un appunto, un’annotazione, un promemoria, una gnosi di sana e robusta costituzione.

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