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Esoscheletro

L’incognita del raggio nell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci non si rinforza su uno schermo illuminato o con le pieghe della proiezione, la funzione della circonferenza inferisce dal raggio l’estensione scheletrica. La diagonale del quadrato, il lato al quadrato non si frappone alla fluorescenza dell’area, scartato il perimetro come lato sensu dell’incorporazione, e l’area come stricto sensu della reincarnazione, la diagonale mostra la chiarezza dello scheletro sull’opacità geometrica. La geometria si attiene alla metrica della terra, al sistema metrico terrestre. L’unità di misura è un granello di sabbia su una superficie deserta. Il punto, il granello è parte di una linea che attraversa la terra, la distanza più breve, nel sistema metrico, tra un punto e l’altro punto, tra due punti è la linea retta. La linea retta è l’infinito dei punti che contrassegna la retta tangente la curva della terra. La terra, superficie deserta, si commisura alla continuità nello spazio, è una curva che giace sul piano unidimensionale. La curva della terra ripianata nella retta tangente diviene divisibile all’infinito. Il deserto, la superficie finita e divisibile per i granelli di sabbia, diviene, nel tangere, divisibile per la distanza più breve, divisibile all’infinito. Il finito del deserto è infinito nel tangere. La retta secante taglia la superficie deserta. La curva terrestre è secata da una linea retta. La distanza più breve tra due punti interseca la curva in due e più punti e ne delinea una frattura. L’opacità geometrica dimostra due linee quasi giustapposte, una linea curva e una retta secante, con uno spazio frazionato. L’inclinazione della linea curva si declina con il clinamen della linea retta. La distanza più breve tra due punti si segmenta sui punti intersecati e la divisibilità all’infinito si frappone alla finita divisione. Il quoziente risulta periodico, una parte intera e una parte che si ripete all’infinito. La virgola, che separa l’intero finito dal periodo infinito, segna una linea di frazione. Il periodo infinito memore di un’indivisibilità, a volte è preceduto da un antiperiodo. La curva ripianata dalla tangente, si spiana con le lacerazioni della secante. L’opacità geometrica proiettata sullo schermo della necessità, dimostra uno spazio frazionato. La linearità non dimostra, mostra uno spazio frazionario. La curva terrestre, la superficie deserta è sconvolta in più punti da lacerazioni secanti, i granelli di sabbia lasciano spazio, spaziano in altri punti e nella frazione esposta spunta uno scheletro. Non è una frattura visibile sull’applicazione della figura retro illuminata, non più di quanto sia un fossile venuto alla luce per il trasbordo dei granelli di sabbia, nonché, in una parola relativa, i resti di un che di animato. La geometria diagnostica un intervento della funzione trigonometrica e l’applicazione di un tutore angolare, in rapporto al seno e al coseno. La linearità dello spazio frazionario assegna allo scheletro la distanza brevilinea tra due punti, il punto della curva esposto alla lacerazione e il punto della retta secante che devia l’inclinazione. Lo scheletro è esterno alla superficie deserta divisibile al finito, e alla tangente divisibile all’infinito, è esterno alle lacerazioni della retta secante, all’inclinazione della linea curva, allo spazio frazionato. Esterno al clinamen della linea retta, lo scheletro è lo spazio frazionario, l’esoscheletro. L’esoscheletro erompe dal carapace delle necessità geometriche, dalle proiezioni sullo schermo della necessità, per mostrarsi nella linearità di uno spazio. La perfezione di una circonferenza nell’incognita del raggio e la perfezione di un quadrato nell’invariabilità dei lati si scorporano nell’esoscheletro che disperde l’interezza delle figure in uno spazio frazionario. Lo spazio figurato, lo spazio perfezionato dall’intersecarsi geometrico, si scheletrisce in uno spazio esterno. Lo spazio frazionato diviene spazio frazionario. Uno spazio evaso dalla leggi geometriche, dalla necessità curvilinea, uno spazio che non si estende nella protezione dei confini, è uno spazio esterno, periodico, una parte intera e una parte che si ripete all’infinito, senza tralasciare le memorabili dell’indivisibilità, con l’antiperiodo. Lo spazio diviene esoscheletro, lineare, curvilineo e rettilineo ma non necessario, non dimostrato, brevilineo. Uno spazio di stanza nella geografia, grafia della terra, mostra il longilineo.

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