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L’altro sesso

La sessitura è la piega cucita in parte sull’intimo, in parte sull’esternazione. La piega dell’intimo scorcia il costume, è una scorciatoia per la circonvenzione dell’arto. L’ileo, l’ischio e il pube rivestiti dell’usanza si chiudono in una stanza privata, o stanzino, per ridurre l’ostensione delle spoglie scostumate. Sotto spoglie provate il costume è indossato e segnato come guaina pelvica. L’inguine è idiosincratico all’adesione e manifesta l’eruzione cutanea. Denudato e infiammato piega i lembi del costume, gli orli, e in piena dermofilia accorcia il costume. Le mani di scorta al sesso, attente a che l’indiscrezione della visione d’insieme non espropri, con sufficienza, la spoliazione, limitano la nudità alla dermoprotezione del dimorfismo. Provato il costume e raccorciata la stoffa che tesse le lodi d’onore al corpo, la nudità si delimita alla periferia del sesso. Ignudo è il corpo limitrofo alla cintura costumata, ritroso alla dermoesfoliazione. Un tronco sfacciato e delle gambe appiedate. Denudata la vita dalle bassezze sessuate, la sessuomania cautela, con la superstizione della generazione, l’epidermide pelvica nella tradizione del miracolo, il miracolo di un nascituro. La copula sessuale deve procreare l’ente dall’essere. Un accento sugli animalcula e sugli ovociti in ausilio dell’essere. L’essere procrea l’ente. L’accento della copula scompare nella congiunzione dell’onanista. La dissoluzione, le mani licenziose e il malcostume del sesso peccano di una generazione privata, di corruzione. Privata della copula, la congiunzione dilapida il patrimonio genetico per la lubrificazione della periferia scostumata. Il malcostume della prova, dell’affinità organica. L’essere niente. La cinta costumata deve divenire incinta, prepararsi al movimento di nutazione e la sessitura non le è d’ausilio, di primo acchito svelerebbe un lembo di pelle che non fa una piega per la procreazione, ma ad uno sguardo attento si nota che spiega solo la ricreazione dei desnudi. L’orgasmo, il piacere dall’accento acuto, priva la copula del grave, del peso specifico, del peso della specie. La ricreazione dei desnudi non ha nulla a che vedere con la riproduzione dei costumati. Nulla si deve prevedere della vita denudata. La ripiega dell’esternazione è parte del consesso. Il consesso è la modalità della coppia. In costanza, è la coppia di corpi che dà vita al sesso. La coppia vestita induce i corpi a ripudiare gli indumenti, piegati coppia a coppia. Le costanze composte di vesti ombreggianti, impermeabili agli agenti atmosferici, alle norme del corpo e immuni alla patita lascivia, ritornano alla semplicità della spogliatura. Le costanze composte non fanno il paio con gli indumenti spiegazzati. Le costanze semplici s’ingraziano nella coppia, di stanza nella coppia, si accoppiano. L’attributo della costanza semplice è il sesso. Il sesso attribuito, per non rimirare la composizione della costanza vestita e indotta, la costanza composta, è desnudo. L’attributo è conseguenza della semplicità e segue la premessa della costanza semplice. Le due premesse delle costanza nella conseguenza, conclusione dell’attributo, formano la silloge della coppia. Accoppiarsi per fiancheggiare la particella pronominale riflessiva, reciproca e impersonale, si. Affermazione della coppia senza accentuazione. È necessario che le costanze semplici si attengano alle premesse, alla forma della sillessi, per non assumere lo stato di costanze composte. Dal consenso della coppia attribuito alla costanza del rapporto, segue di necessità virtù la modalità del consesso. Il consesso, impossibilitato al vizio, esterna la piega della sessitura. Il costume ristretto al cinto pelvico si esterna nella relazione dei sessi. I sessi aventi in costume la denudazione della vita dalle bassezze sessuate, si avvicinano nel contatto dei costumi. Il consesso costumato struscia le pieghe della tessitura interna sulle pieghe della tessitura esterna. L’azione esterna, l’esternazione è parte di un tutto travestito nell’intimo. La coppia di costanze nella modalità del consesso si compenetra alle usanze costumate. Usi e consumi di una modalità. Il travestimento della vita sull’epidermide pelvica sfila sulle pieghe dell’intimo e dell’esternazione, non per mostrare l’armonia della nudità, ma, viceversa, per ricoprirla di costumi, relegarla ai margini dell’ignudo, del desnudo e subordinarla all’epicentro del denudare. Il malcostume della generazione e della corruzione è fuori da tutti i costumi, sia gli integrali, sia i ristretti.

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  1. 6 maggio 2011 alle 3:59 pm

    Together with the whole thing that appears to be developing throughout this subject material, your viewpoints are very exciting. Even so, I appologize, because I do not subscribe to your whole idea, all be it exhilarating none the less. It looks to me that your opinions are actually not entirely justified and in simple fact you are generally your self not even completely convinced of the assertion. In any event I did appreciate reading it.

    • 6 maggio 2011 alle 4:31 pm

      Anche se non sottoscrive la scrittura, sono lieto che la lettura le sia garbata.

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