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Abbandono del verbo coniugato

La voce del verbo confessa la relazione illecita in modalità del participio presente. Il verbo dislogante. Il verbo sommesso disloga dai quattro modi, i modi domestici – indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo – per logare il tempo presente del participio. Categorico, ignora la modalità addomesticata. Fa in modo che l’azione non sia riferita alla docile finitezza. Indomito, si concede alla modalità infinita. Il gerundio è perverso, l’infinito combacia per converso. È tempo di accedere al participio. Un tempo presente e non compassato, né ripassato per il presente passato. I modi finiti, quieti, non hanno acquietato il modo di fuga, l’inquietudine è, in grammatica, presente. Il comodo a farsi lascia il posto all’incomodo ad analizzarsi. Il participio presente è predisposto per mutare in sostantivo, aggettivo e avverbio. Evade dalla disposizione proverbiale, dal quieto vivere degli avvisi per una fedeltà alla composizione, verbicausa, di prima, seconda o terza coniugazione. Composto, il verbo bacia i tempi composti, figli desinenti di un rapporto a lunga durata. Trasposto, si commuove, sfiora la coniugazione, compagna dei tempi passati, si svincola dall’ausiliare, precettore dei figli, e, presente in forma, scrive sul biglietto di commiato: andante. Andante ma non troppo – gli eredi adotteranno l’inflessione e il ritmo della voce del verbo, rilevano la flessione del verbo, con l’ausilio dell’aver avuto e dell’essere stati. La consorte coniugherà nell’analisi domestica, la temporalità dei modi finiti. Durante il presente – trasmutante l’azione da temporeggiante in presente, nel continuo del presente. Da logos a logante – enucleante i molteplici significati del logos nel verbo logare al participio presente. Logare: passare da un’azione all’altra nel medesimo tempo presente, nel fra tempo, trapassare nell’azione, frazione. Partecipante del presente – non concorrente di una gara a tempo perso, intervenente in un tempo continuo, ripudiante il quotidiano e la verbigerazione ripassata. Assistente – ponente in scrittura l’atto di plagio dell’azione, l’atto plagiante l’azione, scritturante il plagio dell’atto in potenza di un’azione trapassante, di una frazione. Azionante il passaggio da un’azione ad un’altra, la frazione senza finalità, l’azione non frangente la perdizione, la frazione infrangente la quotazione della denominazione e della numerazione. Le finalità quietanti i modi finiti e inquietanti i modi infiniti. Le finalità e le modalità assenti. Spaventante la durata. Non è fermo alla composizione della durata, non perdura nel tempo indicativo, non che duri nella congiunzione al contempo, nella condizione dell’in tempo, nell’imperativo dell’ordine, dell’ordinazione temporanea, nell’infinito estemporaneo, nel gerundio del temporeggiando, nel passato temporizzato. Temporizzare la voce del verbo nella successione dei tempi è un indicativo categorico, indica la cadenza, la pronuncia, l’altezza della voce su una base riverberata, area verbale. Temporizzare la voce del verbo in una processione dei tempi, nella soggiunta secessione, è un congiuntivo categorico, si coordini, si accompagni, si congiunga la voce alla preghiera del chiaro verbo distinto. Temporizzare la voce del verbo in una cessione dei tempi è una categoria condizionale, cederei il verbo a condizione che sia un verbo composto, che rimanga al proprio posto. Temporizzare la voce del verbo in un’accezione del verbo al soggetto come pronome, è un imperativo categorico, il tu devi, tu devi al pronome il tuo verbo, l’io devo, io devo al pronome il mio verbo. Temporizzare la voce del verbo alla concessione dei tempi è un infinito categorico, concedere la causa prima, l’efficienza dei modi infiniti. Temporizzare la voce del verbo all’eccezione dei tempi è un gerundivo categorico, essendo l’incipit correlato alla finalità della causa prima. Presente nella durata, durante. Presente alla durata, perdurante. Compresente come participio della durata, infradurante, sulla soglia del predurante, sull’uscio del produrante. Nel fra tempo, in frazione. Una durata presente che schiarisce la voce del verbo all’ente, innanzi all’io sono e all’eccetera dei modi finiti e infiniti nei tempi semplici e composti.

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  1. Sara Cantieri
    16 febbraio 2011 alle 12:43 pm

    presente 🙂

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